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Tesei tratterà per tutte le Regioni al tavolo per decidere l’utilizzo del Recovery fund: una partita miliardaria anche per l’Umbria

8 Agosto 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il prestigioso incarico che riporta la regione sui tavoli nazionali, in una trattativa che può far arrivare qui fino a più di 2 miliardi di fondi europei. Proprio mentre una parte dell’opposizione è concentrata a gridare: “al buco, al buco” (di Montefalco)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Mettetela come meglio credete, se siete fans o ipercritici, ma così l’Umbria torna a contare su tavoli nazionalii, come non succedeva dall’età più luminosa della zarina Lorenzetti. Guardate bene: è un incarico vero, non di quelli da parata. La governatrice dell’Umbria Donatella Tesei è stata scelta come rappresentante di tutte le Regioni al tavolo con il Governo per la definizione del Piano nazionale per la ripresa.

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Si tratta di tanti soldi e di come possono essere usati. Si tratta di dare indirizzi e stabilire criteri. Toccheranno all’Italia – secondo le valutazioni circolate nelle settimane passate – 209 miliardi, sul tavolo del Governo si stabiliranno quanti soldi arriveranno all’Umbria, sia come sovvenzioni che come prestiti. Potrebbero essere 700 milioni, 350 di sovvenzioni e 350 di prestiti, se il criterio sarà quella della distribuzione proporzionale. Ma se Tesei farà valere il criterio della ripartizione dei Fondi europei, questa cifra potrebbe salire fino a quasi 4 volte. Ma il ruolo di Tesei è strategico perchè in questa sede si tratterà di decidere se i fondi saranno tutti vincolati, o almeno in buona parte, e comunque solo legati a precisi capitoli di spesa, o la discrezionalità delle Regioni potrà essere esercitata in maniera non formale.

L’Umbria le sue scelte in materia di economia le ha già fatte e rese note, visto che si è ritrovata con la possibilità di spendere diverse decine di milioni di Fondi comunitari arretrati. Ricerca e sviluppo stanno in cima all’elenco delle priorità con relativa digitalizzazione delle imprese, sullo sviluppo sostenibile e quindi sull’economia del green non si discute, ma la giunta regionale ritiene anche fondamentale recuperare il gap tra occupazione femminile (in Umbria siamo ai minimi) e maschile. Quindi investimenti in pari opportunità.
Va da sè che ci saranno fondi da spendere con criteri imposti: quelli per la riprogettazione della sanità, per esempio. Ma la capacità di trattare della Tesei può aprire scenari.
La strategia del nuovo protagonismo nazionale della lady di ferro di Montefalco l’ha già portata ad essere relatrice davanti a Mattarella, mentre sarà interlocutrice del presidente Pd dell’Emilia Romagna Bonaccini ad Assisi in settembre. L’incarico è delicato, le pressioni sono tante, il Governo procede a vista e nessuno ha capito bene neanche quanti vincoli avrà dall’Europa, insieme ai soldi. E sei i soldi arriveranno tutti nel 2021 oppure no. Però Tesei si può ritagliare un ruolo di primo piano, non solo in questa – già importante – partita, ma in altre del futuro.

GRIDARE “AL BUCO, AL BUCO”
In questo contesto, parte dell’opposizione si è rimessa a gridare “al buco, al buco”, ed è stata gettata contro la presidente Tesei di nuovo la storia del disavanzo di bilancio al comune di Montefalco con tanto di segnalazione in Procura.
Sono storie che lasciano il tempo che trovano. Il disavanzo dei comuni è all’ordine del giorno. A Perugia ci sono voluti molti anni per mettere le toppe giuste alla gestione del centrosinistra. C’è anche chi evita sbilanci con politiche di austerity che danno risultati anche peggiori di una finanza di manica larga. Detta crudamente: se i cittadini impoveriscono, il Comune incassa di meno. Non è una questione di sinistra o di destra. Ognuno tira l’acqua al suo mulino: da destra, per dirne una, sono pronti ad andare all’assalto del bilancio sospettato di buco di Castiglion del lago, con largo uso di aggettivi ad alto impatto emotivo.
La verità è che a Montefalco la sindaco Tesei ha lasciato troppo spazio al suo ufficio del bilancio e infatti adesso, capita la lezione, non si perde un passaggio dei noiosi ma fondamentali paginoni di numeri e di previsioni e rimandi. In questo ha sbagliato, come pure le sue frasi ad effetto sul buco medesimo in campagna elettorale non sono da considerare un momento alto della sua performance politica.
Però, adesso, praticamente alla totalità degli umbri interessa un fico secco dei soldi che devono essere rimessi, con apposito di piano di rientro, nel comune di Montefalco, vogliono piuttosto sapere se i piani di Tesei porteranno l’Umbria fuori dal lungo tunnel cui la regione è stata costretta da anni di scelte pigre, conservative, senza prospettive e stimoli, che sottendevano una letale assuefazione al declino.

Dall’opposizione in Regione ci si attende che sappia incalzare la maggioranza sui progetti di cambiamento perchè è fuori discussione che l’Umbria debba cambiare. Guardare al passato, lanciarsi in chiassose baruffe, fa parte della propaganda, che è legittima ma serve sempre a meno. Soprattutto in momenti come questi. Quando la casa brucia a chi interessa sapere che c’è un rubinetto che gocciolava?

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