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Rettighieri e Bizzarri, la Tesei punta in alto per cambiare Umbria mobilità e Umbria salute

5 Agosto 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Due manager nazionali, uno convinto dopo derby col governatore Bonaccini, in più c’è il rinnovo per Dario e il lancio di Panato alla Sase: la nuova giunta accelera e decide la svolta. Ora lo stress test sui progetti per rimettere in moto l’Umbria. I risultati? Pochi mesi e si vedrà

di Marco Brunacci

PERUGIA – Marco Rettighieri, un lungo curriculum da grande tecnico dei trasporti ma anche di manager d’azienda, molto attento alle questioni dei bilanci, è il prescelto dalla giunta regionale per far uscire dalla palude in cui rischia ancora di affondare Umbria mobilità. Un silver manager, con grande esperienza in diversi settori, che ha la potenzialità, anche come relazioni, di rappresentare una svolta in uno dei più delicati gangli dell’apparato regionale.

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Manager trasversale, all’ultimo dato vicino a FdI, ma che arriva da grandi esperienze all’Atac (della quale predisse la fine e fu per questo allontanato) e nei Moretti boys che dovevano cambiare (da sinistra, si immagina) le Ferrovie.
Gomma e ferro soffrono in Umbria e arrivano da una stagione tempestosa. Sulla distribuzione delle colpe si può discutere, non si discute sul risultato: c’è uno sbilancio che ha creato problemi nella partenza della nuova giunta regionale e un complicato confronto col sindacato e con i sindaci umbri. Ora si dovrebbe andare a un nuovo inizio con la creazione dell’Agenzia dei trasporti, questo permetterà di risparmiare sull’Iva e di impostare una nuova politica dei trasporti dopo qualche taglio (molto ma molto soft) che è stato effettuato sui chilometri del servizio dei bus.
Rettighieri promette, sulla base del suo curriculum, di essere portatore di un progetto, che muove da competenze provate. vrà di fronte, oltre alla presidente Tesei, un dinamicissimo settantenne come l’assessore Melasecche. Presto si vedranno i risultati.
Non è da meno l’altra nomination fatta, quella alla guida di Umbria salute: arriva Giancarlo Bizzarri, dopo un derby niente meno che con il governatore dell’Emilia Romagna, Bonaccini, che lo voleva tra i suoi tecnici.
Umbria salute è un fronte delicatissimo. Si deve far nascere sul serio il fascicolo elettronico, molto previsto ma mai attuato, per ogni paziente umbro (nelle altre regioni c’è già), ma soprattutto si tratta di far entrare nel terzo millennio il Cup, permettendo la prenotazione delle prestazioni on line. Una piccola, grande rivoluzione per i cittadini potenziali pazienti della sanità pubblica.
In virtù di queste due nomine e di altre (Sase soprattutto), la governatrice Tesei ha avuto pubblici riconoscimenti da diversi altri governatori davanti al presidente della Repubblica, Mattarella. Tenendo presente che ha chiuso nei giorni scorsi anche il rinnovo del contratto con il direttore generale della sanità, Dario, che sul mercato era quotatissimo (per il Friuli avrebbe fatto follie).
L’estate della Tesei così volge al bello. Quella dell’Umbria deve invece attendere i risultati, non bastano le premesse. Ma qualche premessa c’è.
ASPETTANDO UNA OPPOSIZIONE CHE INCIDA
Saranno, quello di Umbria mobilità e quello di Umbria salute, progetti pretenziosi o al contrario poco ambiziosi, comunque non adatti alla regione? Su questo deve vigilare l’opposizione che finora però sulle nomine si è impegnata a colpire i nominati che comunque i requisiti li avevano e li hanno.
Il team che scenderà in campo sulla Sase, la società di gestione dell’aeroporto, è tutto meno che improvvisato, a partire dal suo medagliato generale. Cosa sia successo sul cavillo statutario sollevato (la curiosa disposizione che prevede la presenza di due donne su 5 nel cda), proprio a nomine completate, dal vecchio cda, è tutto da capire. Ma c’è da chiedersi semmai perchè il vecchio cda abbia voluto allungare la sua permanenza alla guida dell’aeroporto. Benevolmente si può concludere che l’insuccesso abbia dato alla testa ai consiglieri uscenti, volendo escludere ogni altro motivo più serio.
Dall’opposizione arrivano critiche sui nominati Michela Sciurpa (Sviluppumbria) e Marco Magarini Montenero (Villa Umbra) per il fatto che sono esponenti di Fratelli d’Italia. Serviva un’opposizione occhiuta e capace di indagini approfondite, alla quale non la si fa, per scoprire che i due si sono candidati e stracandidati, in faccia al mondo, nel partito della Meloni?
Essendo Sviluppumbria guidata dal direttore generale pluriparlamentare del Pci-Pds-Ds-Pd, tesoriere nazionale del Pd, ex segretario e chi più più ne metta, viene da dire che semmai la questione è sulle competenze e il merito. E nè Magarini nè Sciurpa sono certo gente che nella vita si occupa di stelle comete.
Le obiezioni avanzate sulle nomine della Fondazione Umbria jazz sono poi queste sì un po’ comiche: un ente di fatto sull’orlo del fallimento, al quale la nuova giunta non solo consente l’onore delle armi ma lo salva e fa ripartire accettando quel che di buono aveva la precedente gestione, è il massimo del riconoscimento di tutta la precedente storia della Fondazione.
Perchè queste sottolineature sul ruolo dell’opposizione? Perché la minoranza sarà decisiva qui a sei mesi per dire alla maggioranza se i progetti messi in campo oggi, con tanto di nomi e di nominati (alcuni davvero interessanti, altri decisamente meno eccitanti), funzionano o sono solo ragli alla luna. E una opposizione che parte dicendo che, comunque e a prescindere, è tutta una ciofeca, alla fine rischia di essere distratta sulle cose che devono essere fatte per i cittadini, sulla qualità dei progetti, sulla possibilità di correggerli quando ci sono errori correggibili. Un’opposizione chiassosa diventa facilmente miope con grave pregiudizio per i cittadini amministrati, non favorendo le riforme utili e contestando con pretesti ogni cambiamento. E l’Umbria di cambiare aveva un gran bisogno. Su questo non si discute.

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