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Omotransfobia, Pd: «Difendiamo i diritti, combattiamo l’odio»

3 Agosto 2020

Assemblea legislativa Umbria, Gruppo Pd: «Legge Zan? Questione di civiltà»

UMBRIA – Il gruppo del Partito democratico a Palazzo Cesaroni interviene in merito al disegno di  legge Zan sull’omotransfobia, «una legge di civiltà che mancava al nostro Paese». Per i consiglieri Bori, Bettarelli, Meloni, Paparelli e Porzi «l’atteggiamento della destra umbra è l’ennesima ferita per l’Umbria democratica e civile, quella della ‘Marcia della pace’ di Capitini, della tolleranza e della solidarietà».

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«Invece di occuparsi di Umbria, di come creare rilancio e posti di lavoro, di come sfruttare le opportunità dell’Europa o di come rilanciare il sistema sanitario che ci ha protetto dal Covid, il centrodestra umbro a trazione leghista passa le sue giornata a bombardare il Parlamento prendendosela con il Ddl Zan, contro l’omotransfobia». Così il gruppo del Partito democratico, che prosegue: «Non esistono leggi liberticide o prerogative violate, esiste soltanto una legge necessaria, che protegge le persone della comunità LGBT+, mettendoci finalmente in linea con gli altri paesi europei».

«L’obiettivo della legge – spiegano i consiglieri Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli e Donatella Porzi – è quello, attraverso 9 articoli che hanno accolto anche le proposte del centrodestra, di introdurre l’orientamento e il genere sessuale negli articoli del codice penale che punivano già la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione. Ma si vuole anche andare ad estendere la legge Mancino (che già prevede il carcere per chi incita a commettere violenza o provocazione alla violenza per motivi etnici, nazionali o religiosi) aggiungendo motivi legati a sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere. Ovviamente sono consentite le libere espressioni di convincimenti od opinioni, nonché condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà di scelta».

«L’atteggiamento della destra umbra – proseguono Bori, Bettarelli, Meloni, Paparelli e Porzi – è l’ennesima ferita per l’Umbria democratica e civile, che fa il paio con quella inferta della presidente Tesei sull’interruzione volontaria di gravidanza. L’appello, accorato che lanciamo alla maggioranza è quello di fermarsi, perché il rischio è di tornare alle porte del Medioevo, a combattere per dover affermare i propri diritti».

#omotransfobia #legge #zan #pd

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