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Monteluce, “bomba” da 50 milioni. Le banche titolari del Fondo rinviano a settembre, con qualche speranza per le aziende creditrici

13 Agosto 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Si prospetta la cessione dei beni dell’imponente area con due modalità tecniche possibili. Ci vogliono almeno 2,5 milioni per non far saltare le aziende di chi ha fatto i lavori. Ma resta il nodo della voragine aperta

di Marco Brunacci

PERUGIA – Monteluce, tutto rinviato a settembre. Due soluzioni all’orizzonte, ancora molta strada per scongiurare che la zona diventi un monumento al degrado di tutta la città di Perugia. Ma anche sempre la stessa “bomba” da 50 milioni per i soldi che mancano alla Regione, più un’altra decina all’Università.

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Le soluzioni possibili per l’area dell’ex Policlinico perugino sono ormai venute alla luce e nessuna prevede una svolta tale da far dimenticare la voragine che ha fatto finire nel nulla un progetto che doveva essere innovativo, a suo tempo, e che è stato solo negativo. Le banche, che sono le player del Fondo che ha in pancia Monteluce, si sono viste e hanno concordato che non è ad agosto che si risolvono problemi di questo tipo. Quindi appuntamento per settembre, probabilmente verso la fine, quando comunque bisognerà tirare le somme di un bilancio e si vedrà quanti soldi non ci sono più. È necessario che a fine settembre ci sia l’impegno dei player del Fondo per mettere altri soldi nel motore per far fronte alla gestione quotidiana e andare verso una di queste due prospettive:

  1. una delle banche che hanno quote del Fondo (Banca Intesa? Bnl?) si prende tutto, liquida le altre, tenendo presente che ben difficilmente si potrà prendere più del 70% dei crediti e comincia a vendere alla spicciolata i beni dell’imponente complesso edilizio (sia la Regione che l’Università che il Comune di Perugia si sono detti disponibili a fare qualche acquisto, tenendo presente che è stata davvero strategica per il rilancio della zona nord di Perugia e quindi anche di Monteluce, la sterzata del rettore Oliviero su via del Giochetto, che diventerà una città della scienza e delle tecnologia a due passi da Monteluce).
  2. il Fondo, con tutte le banche insieme, si mette a caccia di un “cavaliere bianco” che a questo punto potrebbe prendersi tutto per una cifra inferiore ai 20 milioni, anche di parecchio, saldando però i debiti alle aziende che a Monteluce hanno lavorato e che oggi rischiano di saltare (servono non meno di 2,5 milioni – secondo una valutazione che sembra al momento ragionevole).
    Conclusione duplice: sembra davvero che tutti abbiano capito quanto sia delicato il momento per Monteluce e per Perugia e tutti sono disponibili a fare la propria parte per evitare di abbandonare la zona al suo destino. Trattenere il respiro, ma sembra davvero che ognuno – per proprio conto – abbia capito la posta in gioco per la città.
    Seconda conclusione, collegata: tutte le soluzioni possibili non disinnescano la “bomba ” da 50 milioni che resta quindi innescata e sempre pronta a esplodere.

#monteluce #fondo #marcobrunacci #polepolitik

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