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L’aeroporto dell’Umbria al decollo: Londra o Francoforte come hub, obiettivo 600mila passeggeri per battere Pescara

25 Agosto 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Riunito il nuovo cda. Si parte da mezzo milione di debiti della gestione precedente e da un’intesa di massima con l’Enac per la Scuola di volo. E l’aria nuova di un progetto ambizioso

di Marco Brunacci

PERUGIA – È iniziata con un grande applauso, un po’ per esorcizzare il peso della grande sfida che hanno di fronte, un po’ per chiudere la grigia fase che si lasciano alle spalle, quando l’aeroporto dell’Umbria è stato vivace come un pesce bollito.

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Il nuovo cda si è insediato in una riunione con i soci (Regione e presidente Tesei in testa) e subito si è capito che tutti qui si giocano pezzi rilevanti di credibilità, al di là e al di sopra del successo o meno di uno scalo. È il primo piano di ampio respiro della nuova Umbria. Tutti alla finestra a vedere come va.
Il progetto è bello, la forza per realizzarlo c’è. In verità è che c’è anche un bel debito da ripianare (mezzo milione, evviva).
L’Umbria chiede al nuovo San Francesco, guidato dal generale multistelle Stefano Orazio Panato, di far decollare il turismo, di dare una mano alle aziende e di diventare man mano business e non una piaga di bilancio.
Per far questo Tesei ha dato il suo placet alle linee guida (come oggi si dice):

  1. Il San Francesco dovrà avere un grande hub turistico di riferimento (Londra Heathrow o Francoforte, Milano Linate solo come ripiego) che faccia entrare l’Umbria nelle maggiori rotte del turismo mondiale a iniziare da quello ricco della generazione silver.
  2. Quindi deve dotarsi di un piano industriale che porti Perugia in tre anni a superare Pescara con un traffico di 600mila passeggeri all’anno (obiettivo da far tremate i polsi, generale vediamo se ha i nervi saldi) e candidarsi a scalo numero 1 del centro Italia.
  3. Infine realizzare la Scuola di volo ma in grazia del Signore e dell’Enac, massima trasparenza, chiarezza e realismo negli obiettivi e negli investimenti.
    Il progetto è aria nuova e vento fresco per chi chiedeva da anni un rilancio dello scalo. E così sia.
    Consiglio finale (non richiesto) all’opposizione: inizi subito il pressing perché gli obiettivi vengano raggiunti nei tempi e nei modi previsti, senza mai mollare, ma rinunciando a bombardare le zanzare come troppo spesso ha ultimamente fatto.

    #aeroporto #sase #marcobrunacci #polepolitik
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