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Inquinamento fiumi Bevagna: «Servono azioni concrete»

5 Agosto 2020

Interrogazione del capogruppo Pd, Bori: «Innalzare i livelli di pulizia Clitunno, Teverone e Timia, ora fermi tra l’insufficiente e il mediocre»

Il capogruppo Pd all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Tommaso Bori, annuncia di aver presentato una interrogazione sulla situazione dei fiumi a Bevagna. Bori spiega che sarebbe necessario intervenire per «innalzare, secondo le normative europee, i livelli di pulizia Clitunno, Teverone e Timia, ora fermi tra l’insufficiente e il mediocre».

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BEVAGNA (Perugia) – «Un’operazione trasparenza per spiegare nel dettaglio la situazione ambientale, relativamente alla qualità dell’acqua e dell’aria, del comune di Bevagna e proporre serie misure per tutelare i fiumi e i pozzi di acqua potabile, in difficoltà in assenza di una seria separazione tra acque bianche e nere. Il tutto alla luce degli ultimi fenomeni che hanno portato l’acqua dei fiumi a colorarsi e dei rapporti dell’Arpa, allarmanti per quanto riguarda la situazione di Timia e Teverone». Così il capogruppo del Partito democratico, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale con l’obiettivo di «sollecitare un’azione di trasparenza e studiare progetti di rilancio«.

«La popolazione bevanate – spiega Bori – ha profonda memoria dell’abbondanza di acqua, della sua trasparenza e qualità. La città è profondamente legata all’Accolta, l’invaso usato fino a qualche decennio fa come lavatoio pubblico, che termina con una cascata, importante anche a livello turistico. Da tempo però questa situazione è cambiata, tanto da spingere alla nascita del ‘Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria’ e con l’Amministrazione comunale pienamente in campo. L’obiettivo è quello di innalzare, secondo le normative europee, i livelli di pulizia Clitunno, Teverone e Timia, ora fermi tra l’insufficiente e il mediocre. Una situazione allarmante, testimoniata anche dai dati della centralina di Casevecchie, che evidenzia come alcune acque nere di Foligno e di Trevi finiscano direttamente nei fiumi. Ecco dunque la necessità di un intervento serio, con depuratori in ogni situazione».

«Servirebbe anche, dal punto di vista turistico, un valido progetto a livello europeo – prosegue Tommaso Bori – che dovrà coinvolgere diversi Comuni, per creare infrastrutture e spazi turistici per tutto il comprensorio, da Spoleto a Cannara. Spazi così attrezzati risulterebbero ancor più appetibili in una fase di rilancio dopo la pandemia, andando a riqualificare un intero territorio, apprezzato anche per i prodotti enogastronomici. L’amministrazione comunale di Bevagna si sta muovendo per realizzare un parco fluviale, ma è ovvio che affinché sia attrattivo, è fondamentale che le acque ritornino ad essere limpide e pure».

«In questo quadro è auspicabile che l’Arpa – conclude il capogruppo Pd – che svolge il ruolo di controllo e negli anni ha monitorato la problematica,  aumenti la disamina critica relativamente alle cause dirette e indirette dell’inquinamento, illustrando le zone a rischio e fornendo i presupposti per un’azione di tutela e di repressione, che finora è risultata inefficace. Da non sottovalutare infine il ruolo del Comitato, organo apartitico che punta a creare un seguito popolare che consolidi le azioni contro l’inquinamento e che potrebbe essere coinvolto».

#fiumi #inquinamento #pd

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