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Si anima la sfida nel Pd, Presciutti (ala moderata) si candida alla segreteria. E inizia a prendere forma la linea anti-Bori

15 Luglio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | «Chiedo un confronto serio sui programmi concreti», dice il sindaco di Gualdo a Cityjournal. Ma resta il nodo De Rebotti e quello delle possibili sorprese. In ballo la linea delle nozze ineluttabili Pd-M5s

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il “pronti via” è stato magari un po’ sotto tono, adesso però inizia la battaglia vera per la segreteria regionale. La sorpresa da Gualdo Tadino: il sindaco Massimiliano Presciutti, vincitore di una delle poche battaglia memorabili delle ultime amministrative in favore del centrosinistra, annuncia la sua disponibilità a correre per la segreteria.

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L’ala moderata (anche se Presciutti è un centrista anomalo, capace di posizioni radicali, un po’ sceriffo, un po’ borderline) ha ora un suo candidato. A Cityjournal dice una cosa soltanto ma molto chiara: «Io voglio parlare di programmi, di cose da fare e da non fare, dirò cosa voglio per il mio partito ad inizio della prossima settimana in maniera dettagliata, pronto a confrontarmi con tutti ma sulle cose concrete e intanto c’è la mia disponibilità a candidarmi».
E allora ecco che tornano le sue convinzioni sul ciclo dei rifiuti, sulla viabilità, sulle crisi aziendali in Umbria da vecchio sindacalista anche se lui è giovane, Una sfida al peggior politicamente corretto della sinistra banale. Ma anche – e allora anche questo va detto – un assist per tutti coloro che corrono contro il modello di Pd del radical Bori, tanto grillin grillante da spaventare anche l’ortodossia zingarettiana (di cui Verini è uno dei sacerdoti) che a Roma cerca un’alternativa all’abbraccio che pensano mortale dei cinquestelle (le lettere d’amore arrivare in questi giorni da sinistra a Berlusconi mai le aveva avute in vita sua, neanche quando c’era Craxi).
Certo l’idea di schierare contro Bori la Laureti è stata un autogol della attuale segreteria regionale, ma ora è possibile che il fronte anti-Bori si allarghi. Presciutti si butta nella battaglia per dire che c’è un’ala del Pd che non è riconducibile al Pds-Ds e che non accetta di essere zittita perchè il Pd nasce e si regge proprio su questo apporto.

Come finirà? Intanto c’è nell’aria da settimane la candidatura di De Rebotti, sindaco di Narni, in veste di candidato ecumenico con molte chance di radunare sotto il suo saggio consiglio moderato tante anime del partito. Ma c’è anche chi pensa che potrebbe alla fine uscirne una sorpresa dal cilindro di questa strana stagione congressuale. Magari una Simona Meloni che si sfila dagli schieramenti all’ultimo momento e mette d’accordo il maggior numero delle tante sfumature di rosso, rosa, biancorosso del Pd? Magari altro.
O magari un De Rebotti irrobustito dall’uscita di Presciutti? O un Presciutti che diventa catalizzatore di tanti consensi. È certo che una linea non-Bori ha preso forma nel partito e ora si tratta di vedere come arriverà in fondo e se avrà la forza di essere alternativa non soltanto a Bori ma anche alle ineluttabili nozze Pd-M5s come strategia.

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