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Sanità, intesa Regione-Università: due aziende ospedale integrate e una governance paritaria

31 Luglio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il 31 agosto la firma definitiva. L’Ateneo su fronte interno festeggia un accordo di svolta con i sindacati sul personale e lancia la no tax area fino a 30 mila euro per gli studenti con la conferma delle esenzioni regionali

di Marco Brunacci

PERUGIA – Una vittoria di tappa, per usare un gergo da Giro d’Italia? Bisogna vedere da che parte si guarda. Ma è sicuro che l’Università rispetto alla Regione, in tema di convenzione sanitaria, un risultato lo ha ottenuto. È tutto chiaro: la governance è condivisa, sulle linee guida si decide insieme, salvo poi che quello che non riguarda direttamente l’Università (quindi tutta la partita della medicina del territorio) è territorio riservato alla Regione.

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L’intesa è stata realizzata direttamente da magnifico rettore Oliviero e presidente Tesei, se poi Oliviero andrà anche a cena con l’assessore alla sanità Coletto (sempre tentato di candidarsi nel suo Veneto) o peggio ancora con il direttore generale della sanità regionale, Dario, questo dovrà essere annoverato tra i miracoli e verrà valutato dell’apposita commissione vaticana.
Le carte conclusive del’intesa verranno firmate il 31 agosto, poi si andrà ai provvedimenti attuativi. Questo fa capire che qualche impiccio ci deve esser ancora, ma l’Università è soddisfatta di quello che ha avuto finora, dopo qualche lunga settimana di grande freddo.
Cosa ha ottenuto? Primo: saranno due le aziende sanitarie e saranno integrate. Una sarà a Terni e una a Perugia. Quella di Terni potrebbe avere, e in tempi record, un ospedale nuovo.
Le due aziende resteranno, mentre invece la Asl diventerà una soltanto.
La Irccs, Istituto di alta specialità sulle staminali, che dovrebbe nascere a Terni, si farà? L’Università al momento ritiene che sia come beccarsi una sciatalgia: un dolore intenso e improvviso, e senza un buon motivo per essere sopportato. Non è escluso però che si troverà una intesa, anzi è probabile. Ma l’entusiasmo dell’Università sarà sempre assai limitato.
La governance della sanità sarà unitaria, come detto, e questo plasticamente si potrà apprezzare negli organismi: tanti rappresentanti della Regione, tanti dell’Università, con il direttore di azienda sanitaria che viene scelto insieme. Un reale cambiamento di indirizzo, anche se andare d’accordo non sarà facile (è noto come i docenti di Medicina abbiano fama di voler essere al centro dell’universo mondo)
Chi propende per la tesi della vittoria di tappa dell’Università afferma che il buon risultato non è soltanto dovuto alle due Aziende integrate, che restano, con l’ospedale di Terni e quello di Perugia impegnati a farsi una sana concorrenza, con i migliori sul mercato, impegnandosi però a cancellare i reparti e relativi primariati doppioni, ma soprattutto per quello che dalla Regione l’Università ha ottenuto.
Intanto: la no tax area sarà innalzata fino a un reddito di 30mila euro. Insieme all’esonero della tassa regionale senza incidere sulla erogazione delle borse di studio da parte della Regione. Due risultati importanti adesso che si va a caccia di iscrizioni, e l’Umbria può vantare un record nazionale di regione Covid free e spera di non essere penalizzata dal trend nazionale.
Ma l’Università ha anche da festeggiare il suo accordo (storico? beh, insomma, siamo lì) con i sindacati che ha messo tutte le sigle d’accordo su una bozza di contratto integrativo con molti profili innovativi per il tutto il personale Tab. E questo è di sicuro più che una vittoria di tappa. Vale un Giro intero.

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