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Ristorazione e abusivismo: «Intollerabile in questo periodo» di crisi post Covid

23 Luglio 2020

Presidente Fipe Confcommercio Umbria: «Situazione molto difficile. Le amministrazioni devono vigilare e intervenire o si affossa il settore»

UMBRIA – La ripartenza è troppo lenta, a due mesi dalla riapertura. La situazione dei pubblici esercizi è ancora difficile. E se a questo si aggiunge l’abusivismo… i ristoratori rischiano davvero di non farcela più. È la denuncia di Fipe Confcommercio Umbria, che per bocca del suo presidente, Romano Cardinali, bolla senza mezzi termini come «intollerabile la presenza sul nostro territorio di fenomeni di abusivismo nel settore martoriato della ristorazione».

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«Ci siamo sempre battuti per contrastare questo fenomeno – ancora Cardinali – e non intendiamo recedere di un passo proprio ora, dopo lo tsunami che ha travolto il nostro settore, le nostre imprese, le nostre famiglie e quelle dei nostri dipendenti e collaboratori. Ci siamo dunque concretamente attivati, come abbiamo sempre fatto in passato in queste circostanze, con segnalazioni alle amministrazioni comunali responsabili dei controlli». Di più. A Perugia, dice Cardinali, ci sarebbero «pseudo associazioni culturali» intenzionate a «fare ristorazione senza averne però gli oneri e le responsabilità». E, proprio per questo, al Comune è già stato «chiesto un confronto in tempi brevi».

Altro fronte, quello delle sagre. «La cosa migliore per tutelare la salute pubblica e le imprese della ristorazione sarebbe stato uno stop totale delle sagre, almeno per questa difficile estate, come alcuni Comuni umbri hanno scelto di fare – conclude il presidente di Fipe Umbria Confcommercio -. La scelta della Regione di consentire sagre e feste paesane per una durata massima di quattro giorni consecutivi, tuttavia, è stata condivisa e viene incontro alla nostra richiesta di contenere al massimo questo fenomeno. Anche in questo caso, Confcommercio Umbria e Fipe vigileranno però sul rigoroso rispetto dei Protocolli di sicurezza».

La situazione post Covid

La situazione post Covid nel dettaglio? Bene emerge dall’ultima indagine dell’Ufficio Studi di Fipe Confcommercio, che fotografa anche il caso umbro. Nonostante i fatturati siano in leggero recupero, si registrano perdite ancora del 40%, con effetti pesanti sulle prospettive e la sostenibilità economica delle aziende. A essere soddisfatti di aver riaperto sono poco più di 6 imprenditori su 10, circa il 61%, mentre sale la percentuale di chi ritiene che non riuscirà a tornare ai livelli di attività pre-Covid (68%), segno di un sentiment di forte preoccupazione nei confronti del futuro. Diminuisce di circa 4 punti rispetto al mese scorso la percentuale di chi valuta positivamente l’andamento dell’attività dopo la riapertura. Si passa dal 22,2% del mese scorso all’attuale 18% circa.

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