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Perugia Capanne, poliziotto aggredito e minacciato di morte da un detenuto

29 Luglio 2020

«Episodio di gravità inaudita e sconcertante»: la denuncia del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe)

PERUGIA – Nelle ultime ore si è registrato l’ennesimo «grave episodio di tensione e intolleranza contro un appartenente al Corpo di Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Perugia, aggredito e minacciato di morte da un detenuto ristretto nella struttura detentiva di Capanne». A denunciarlo, come spesso succede, è il Sindacato autonomo di polizia penitenziari (Sappe), per voce del responsabile umbro, Fabrizio Bonino.

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«Quel che è successo è di una gravità inaudita e sconcertante», spiega. «Nel tardo pomeriggio di ieri, il poliziotto penitenziario addetto al controllo dei detenuti impiegati presso la cucina del carcere era passato nell’ufficio della Sorveglianza Generale per comunicare di avere terminato il servizio. All’interno dell’ufficio vi era un detenuto in udienza con l’Ispettore di turno, detenuto che a suo tempo aveva lavorato proprio nella cucina detenuti e che alla vista dell’Agente lo ha proditoriamente e vigliaccamente aggredito, saltandogli addosso e ferendolo con schiaffi e calci, in particolare ad un orecchio».

«L’ispettore, insieme ad altro personale di Polizia, è intervenuto immediatamente per placare l’ira ingiustificata del detenuto – ancora Bonino – che se pur successivamente bloccato e messo in sicurezza non ha esitato a minacciare di morte il collega, promettendogli che prima o poi l’avrebbe fatto. Il collega è dunque dovuto ricorrere alle prime cure del medico dell’istituto e, successivamente, inviato presso l’ospedale Silvestrini di Perugia per ulteriori accertamenti diagnostici. Credo ci si renda conto che così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. E purtroppo non vediamo azioni decise da parte di Ministero della Giustizia e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tese a tutelare i poliziotti, finalizzate a contrastare le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti si verificano costantemente, con poliziotte e poliziotti contusi, offesi e feriti e addirittura colpiti dal lancio di feci e urine dei detenuti, con celle devastate ed incendiate. Basta».

Il Segretario Generale del Sappe, Donato Capece, ricorda che nelle ultime settimane il Sappe è sceso in piazza proprio per «denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri».

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