Advertisement

Pd, al via la sfida sul nuovo segretario: contro il radical Bori si scalda un De Rebotti ecumenico

15 Luglio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’attacco a Verini sul regolamento da parte della Porzi, che critica “il meno siamo e meglio stiamo” del voto solo agli iscritti entro il 31 gennaio. Presciutti si sfila, meglio l’ipotesi del sindaco di Narni appoggiato anche dai moderati

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ufficialmente è un dibattito in punta di regolamento. In realtà è l’inizio della volta per la battaglia per nuova segreteria regionale del Pd.
E anticipiamo già il finale di questa prima delicatissima fase.

Advertisement

È ragionevole immaginare che si arriverà a una sfida tra il Bori, attuale capogruppo in Regione del Pd, comunista col K, alfiere dell’opposizione più grillin grillante che ci sia, e un candidato che sappia unire la tradizione Ds-Pds con l’ala moderata che ha permesso la ansciat del Pd, quella centrista ed ex popolare. Un nome? Già fatto tmepo fa da City journal, si tratta del sindaco di Narni e leader di Anci UMbria, De Rebotti, non esattamente un vulcano ma una sicurezza, passo da alpino, solide basi, tradizione da rispettare e prospettive nuove da considerare sempre.
Tutto è cominciato con il cavillo (solo cavillo, siamo sicuri?) del regolamento. Donatella Porzi ha attaccato chiedendo al commissario regionale in scadenza, come lo yogurt ma resistente al tempo che passa più del pane pugliese, Verini, di applicare la norma statutaria che prevede la possibilità di aderire al Pd fino a 10 giorni prima del voto che porterà a scegliere il nuovo segretario regionale.
La risposta ufficiale della Michelini evidenzia che un qualche imbarazzo c’è. Se Verini vuole che siano i 6mila iscritti al 31 gennaio a scegliere, ci deve essere però un motivo. Ma se è vero, come dice Porzi, che una norma nazionale permette invece di aggiungere iscritti fino a dieci giorni prima, il panorama cambia.
C’è chi chiede che sia il partito ad allargarsi e chi vuole che stia ben chiuso – critica la Porzi, ala moderata popolare del partito, che ha ora in Castellani il padre spirituale ed ispiratore dopo le inchieste giudiziarie – che picchia duro affermando di fatto che il “meno siamo, meglio stiamo” di arboriana memoria in politica è un controsenso, un arroccamento per difendere posizioni di potere acquisite non certo per riconquistare da qui a qualche anno la maggioranza nella regione.
Da questa porta, regolamentare, aperta dalla Porzi, sembra ora evidente, arriverà una candidatura alternativa a quella di Bori che viene letta dall’ala Porzi come un ritorno al passato della tradizione Ds-Pds, un tradimento delle radici del Pd.

Era circolata nei giorni scorsi anche una ipotesi di candidatura del sindaco di Gualdo Tadino Presciutti, il quale però insiste nel dire che lui vuol solo leggere con attenzione i programmi del nuovo segretario, e chiede di sapere cosa farà su rifiuti, viabilità, vertenze aziendali, ma non è interessato a cambiare il suo mestiere che per i prossimi anni è quello di sindaco.
Stavolta sembra sincero. Anche perchè una eventuale corsa a tre per la segreteria darebbe la certezza del successo al giovane radical, Bori.
Ecco che allora si affaccia una candidatura larga De Rebotti. Non è un caso che il sindaco di Narni stia sondando in questi giorni esponenti moderati del partito per capire se ci sono margini (e voti congressuali, naturalmente) per un Pd che non sia, secondo la critica di molti all’interno dell’ex gigante rosso dell’Umbria, un mero ritorno al passato.

#umbria #pd #marcobrunacci #polepolitik

Advertisement