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La Tesei e il rilancio: venite e investite, con green economy e digitale l’Umbria può diventare una nuova Terra promessa

30 Luglio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La governatrice, nello show di Norcia, davanti a 200 imprenditori, rompe gli argini tra destra e sinistra e punta su economia circolare, sviluppo sostenibile, aiuti alle imprese per creare posti di lavori. La scommessa: fiducia per muovere risorse

di Marco Brunacci

PERUGIA – «L’Umbria dovrà essere la Regione della digitalizzazione, il luogo in cui si possa progettare il mondo che verrà, vivendo però in un contesto a misura d’uomo». Se non basta, ecco ancora: «L’Umbria dovrà essere la Regione della green economy perchè nessuno meglio di noi incarna lo spirito di una impresa sostenibile, di una economia circolare dove l’uomo è al centro dello sviluppo sostenibili». Per essere una di Salvini ci mette impegno a spiazzare la gente per bene ed è capace che ti schianti anche il più radical degli chic.

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Ma magari vola solo un po’ alto, scendi un po’ e ti infilziamo. Pronti: «Per questo l’Umbria deve essere la Regione della ricerca e dell’innovazione, settori nei quali concentrare gli aiuti regionali, perchè i nostri imprenditori li utilizzino per riportare cervelli finora in fuga qui a lavorare per la nostra terra, per farla tornare a crescere come merita». Aiuti regionali? Roba concreta, ok, ma quanti sono? «Nel post Covid l’Umbria è quella tra le Regioni italiane che ha più investito rispetto al proprio Pil in aiuti alle imprese». Nella prima fase «abbiamo in ogni maniera cercato di far restare vive le nostre imprese, in questa seconda fase diventeranno, partendo da qui, da Norcia, da questa splendida piazza segno di speranza, aiuti alle imprese che innovano, che investono, che si ricapitalizzano, che vogliono tornare a creare sviluppo e posti di lavoro».
Tesei non si ferma più, fa il finale addirittura con l’appello urbi et orbi: «Da questa splendida piazza mi piacerebbe lanciare un messaggio agli imprenditori di tutta Italia: venite a investire in Umbria, terra che coniuga valori, valori, cultura e saper vivere».
La verità è che se la presidente dell’Umbria Donatella Tesei la lasci partire così, in montagna, cambia rapporto, si alza sui pedali, semina il gruppo e non la prendi più. Si obietterà: si è preparata la piazza di Norcia, i 200 imprenditori ad ascoltarla, Carlo Cottarelli e Mario Baldassari sul palco (a dire che il Mes che non si può rifiutara per nessun motivo, che per una reproba governatrice eletta con la Lega non è mica male), punti di riflessione di Brunello Cucinelli (strabattuto da Tesei sui riferimenti all’economia umanistica) accanto a Cristina Coliacovo (due cognomi difficili da abbinare finora in pubblici interventi), poi Olga Urbani e Luca Tomassini.
La preparazione c’è stata, un po’ di show è consentito, le luci puntate, il palco, le manciate di ottimismo sparse. Ma da qui rischia di partire un messaggio che diventa un’impresa: rimettere in movimento gli ingranaggi da anni arrugginiti dell’economia dell’Umbria, in un affresco a tinte forti, dove non si ha timore di abbinare colori, di proporre prospettive, di disegnare scenari futuribili, ma si vuol riportare a casa comunque un effetto choc, un “punto e a capo e ricominciamo” che nella regione delle troppe timidezze imprenditoriali, dei troppi progetti a tirare a campare, è un vento fresco di cui c’era necessità assoluta.
Se ne farà niente di tutto questo bel parlare? Nessuno può garantire oggi come oggi, ma c’è poco da fare i difficili, alcune premesse ci sono. L’Umbria è regione che ha combattuto sul fronte del Covid più e meglio di tutte, l’Umbria ha spostato soldi del bilancio da dentro il palazzo a fuori, verso il mondo del lavoro e delle imprese prima di quasi tutti, che non sia un fiume di soldi è ovvio, ma la direzione è stata indicata. L’Umbria con questa iniziativa di Norcia si mette anche all’ascolto di chi vuol provarci, ma segnala di avere un brand che nessuno ha. Lo diciamo con uno slogan? “Solo da queste colline antiche può nascere il futuro” ( una curiosità: la cornice di riferimento è la stessa di quella tratteggiata dal neorettore Oliviero per vincere all’Università).
Si potrà obiettare di nuovo: se le parole fossero vento e muovessero le macine di mulino saremmo a posto, ma così non è. E chi lo dice qui sbaglia, perchè la grande scommessa dell’economia umbra è un valore immateriale, così immateriale e difficile da mettere in una scatola, che al mondo non ce n’è e si chiama fiducia. Fiducia da far tornare.
Spiegazione: i risparmi degli umbri (provincia di Perugia, soprattutto) sono ai livelli delle zone più ricche d’Italia. Non solo: in tempi di Covid sono cresciuti in maniera maggiore rispetto ad altre zone del Paese. Se si convincono gli umbri che il momento è propizio, che non sono le rendite ma gli investimenti la prospettiva, perchè ci sono tutte le premesse per far fruttare il proprio patrimonio rischiando qualcosa, allora qui, in questa terra, si possono porre le premesse per una ripartenza dalle mille prospettive. La chance sta tutta qui.
Gli aiuti alle imprese non siano altro piccolo e, alla fine, inutile assistenzialismo, come si è visto già troppo da queste parti, ma un razzo vettore per portare in orbita capitale fresco, puntato su obiettivi innovativi e anche remunerativi.
Il tema ricostruzione post sisma, nella piazza di Norcia, dove si è voluto lo show del rilancio, non poteva che essere trattato e il commissario straordinario Giovanni Legnini ha regalato una perla. Ai più attenti osservatori è parso di capire che abbia proprio detto queste parole: «Se non ci fosse stata la mia ordinanza, al ritmo di come era stata impostata la ricostruzione, ci avremmo messo 28 anni solo ad esaminare le pratiche». 28 anni, sentito? Qui come la mettiamo? Destra, sinistra, Lega, non Lega? 28 anni, per dire un’infinità. E allora ecco a cosa servono anche le parole, pure quelle dette a Norcia: a creare un clima diverso, pragmatico e nel contempo ricco di spunti e di idealità, indispensabile per muovere almeno qualcuna di queste montagna burocratiche che si parano davanti. Per far finalmente aprire cantieri in Valnerina subito sì, ma nella speranza che in ogni settore la regione si rimetta in moto. Se no – date retta – son guai per tutti.

#regione #umbria #marcobrunacci #polepolitik

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