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La fioritura di Castelluccio si fa arte per solidarietà

13 Luglio 2020

La donazione del maestro Stefano Lazzari

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Il re delle riproduzioni d’autore, che ha realizzato opere di maestri dell’arte rinascimentale e contemporanea anche per il papa e il presidente della Repubblica, firma per la prima volta un suo quadro sulla fioritura di Castelluccio e decide di donarlo al Comune di Norcia e alle popolazioni terremotate quale segnale di solidarietà e speranza per il futuro.

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I colori unici e intensi del mosaico naturale della fioritura dell’altopiano di Castelluccio, dal giallo ocra al rosso, al verde racchiusi in un’opera di arte contemporanea inedita realizzata dal maestro artigiano, Stefano Lazzari, titolare a Città di Castello della “Bottega Tifernate”. “Fiorita a Castelluccio n°1”. I colori dell’Umbria” è il titolo del quadro “mozzafiato” (cm 133×230), tempera su tavola, incisioni e rilievi, che inaugura una nuova linea di produzione che porta la firma del maestro tifernate che fino ad ora si era cimentato con successo, assieme alla sorella Francesca, al padre Romolo e allo staff di giovani collaboratori, nella riproduzione di opere d’arte, certificate dal Ministero dei Beni Culturali grazie ad una particolare tecnica, la «pictografia» che consente di sfornare copie di storici capolavori (affreschi, dipinti su legno e su tela) identiche all’originale, grazie anche al ricorso di pittura e finitura analoghe a quelle antiche. Dopo aver collaborato con i principali musei, prestigiose strutture artistiche di tutto il mondo ed in ordine di tempo realizzato per Papa Francesco, una “copia” identica all’originale della “Crocifissione Bianca”, di Marc Chagall (1938, Olio su tela Chicago, Art Institute) e una riproduzione dello Stendardo Processionale di Raffaello (custodito nella Pinacoteca Comunale) donato recentemente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, attraverso il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, nel corso di una visita al Quirinale, ora il maestro Lazzari firma la sua prima opera e sceglie un soggetto naturale di rara bellezza simbolo dell’Umbria e della ripartenza dopo un periodo di emergenza ed incertezza a vari livelli. La fioritura dell’Altopiano di Castelluccio, tra fine maggio e metà luglio, meta incessante di turisti e visitatori è senza dubbio un’opera d’arte della natura che meritava tanta considerazione. «Negli anni – ha precisato Stefano Lazzari, con un pizzico d’orgoglio mentre riceve la visita del sindaco nella nuova esposizione accanto al tripudio di colori della primo quadro firmato – ho creato molti dipinti dove inserivo l’emozione di una scoperta, come la combinazione di un nuovo colore oppure il raggiungimento di un traguardo ma anche la forte delusione data da una sconfitta. Vedo nei miei quadri una continua contaminazione e un riutilizzo di tecniche antiche su materiali moderni, linee e forme ispirate da grandi capolavori ma anche il profumo e i colori, il paesaggio della nostra terra». Il culmine della manifestazione della natura, un’emozione indescrivibile, un tripudio di colori che porta ogni anno, durante la fioritura di Castelluccio, migliaia di persone da tutto il mondo ad ammirare questo «miracolo della natura. Fioritura a Castelluccio n°1 rappresenta – ha proseguito – quello che i miei occhi ma soprattutto la mia anima, provano di fronte a tanta bellezza. I colori della lavanda del campo di lenticchie, ma anche i ciclamini ed i papaveri sono ricreati con la massima cura: una tonalità sbagliata, rischia di rompere una visione d’insieme che deve emozionare; attraverso questa opera si deve quasi sentire “il profumo” dei fiori e la grandezza divina. Le linee grafiche, richiamano idealmente la prospettiva. Il nero dei monti, obbliga lo spettatore a soffermarsi ancor di più sulla esplosione dei colori. Il legno, inciso e grezzo, richiama la terra, il grano, insomma gli elementi primordiali che ci permettono di vivere». «Questo vuole essere un omaggio a Norcia, ai suoi cittadini, che da anni sono perseguitati dalla sciagura del terremoto ed oggi come tutti noi dal Coronavirus, ma che con dignità e fierezza hanno saputo andare avanti e ricostruire la propria vita, un’esistenza “normale”. «Vorrei farne dono attraverso il mio sindaco al sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e alla comunità locale, gente e persone straordinarie che ho avuto l’onore di conoscere ed apprezzare per la loro umanità, tenacia e senso di appartenenza commovente. Un piccolo gesto, frutto del mio lavoro e della comunità di Città di Castello laboriosa e onesta», ha concluso Stefano Lazzari. «Un gesto di solidarietà davvero encomiabile – ha dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta – che tiene a battesimo il debutto artistico in veste di autore di un artigiano-imprenditore di grande livello come Stefano Lazzari, che assieme alla sua famiglia e ai tanti giovani collaboratori dell’azienda, contribuisce a rendere ancora più significativa questa tappa della brillante carriera professionale e lavorativa. Assieme al collega ed amico sindaco di Norcia, Nicola Alemanno – ha concluso Bacchetta – decideremo tempi e modalità della consegna di questa opera d’arte che travalica i confini regionali e rappresenta, con i suo colori luminosi, una luce di speranza e di ripartenza per tutti».

La scheda

Da oltre 20 anni la Bottega Tifernate è impegnata nella riproduzione di opere d’arte, certificate dal Ministero dei Beni Culturali; ha brevettato una particolare tecnica, la «pictografia» che consente di realizzare copie di antichi capolavori (affreschi, dipinti su legno e su tela) identiche all’originale, grazie anche al ricorso di pittura e finitura analoghe a quelle antiche. “Ricreare il pathos che si prova di fronte ad un’opera originale”, questa è la mission che ha guidato e guida fino ad ora la famiglia Lazzari, il padre Romolo e i figli Stefano e Francesca. Stefano Lazzari nasce a Città di Castello nel 1971. Nel 1990 si diploma all’Itis come informatico e, la passione per l’arte, lo porta a iniziare un percorso di ricerca, da autodidatta, sulle tecniche pittoriche antiche per la ricreazione di opere su Affresco, Tela e Tavola. Nel 1995 fonda la Bottega Tifernate e nel 2000, ottiene il brevetto per invenzione della Pictografia. Lavora anche da artista, creando opere senza tempo, molto classiche ma anche estremamente moderne. Nel 1995 Fonda la Bottega Tifernate con la sorella Francesca ed il padre Romolo, e costituisce una vera bottega d’arte composta da un team di pittori, cesellatori, intagliatori. Insieme a loro studia i dipinti originali dei più grandi artisti del passato, ubicati nei musei o in collezioni private e realizza grandi progetti artistici che lo portano a collaborare con grandi critici d’arte, restauratori e direttori museali. Questo gli permette di ottenere la conoscenza della chimica del colore oltre che l’apprendimento di ricette e metodi di lavorazione segreti e non più conosciuti. Il rapporto con i migliori restauratori lo istruiscono anche sugli errori di lavorazione dei dipinti emersi dopo secoli di esposizione alle sollecitazioni ambientali. Nel 1997 l’ICR (Istituto Centrale del Restauro di Roma), riconosce la Pictografia come tecnica migliore al mondo per la riproduzione su affresco dei frammenti crollati nella volta della Basilica di Assisi a causa del terremoto; 1998 Il Principe Ranieri III “ ritiene la Pictografia una tecnica “di grande spessore ed interesse artistico e culturale”; nel 2000 Il prof. Antonio Paolucci elogia la Pictografia e richiede la presenza nei bookshop dei più importanti musei fiorentini; nel 2010, La Bottega Artigiana Tifernate viene premiata come “Eccellenza Umbra” per aver saputo affrontare la crisi esportando nel mondo il buon nome dell’artigianato della Regione; nel 2016 Il Maestro scenografo, premio Oscar con Tornatore Francesco Frigeri, giudica la pictografia come “tecnica migliore al mondo per ricreare dipinti da utilizzare nei set cinematografici”; nel 2018 Card. Angelo Comastri, Vicario del Papa, elogia il lavoro di Lazzari dopo la consegna di un’opera ricreata dal Perugino per i suoi 50 anni di sacerdozio; nel 2018 – Sua Santità Papa Francesco elogia il lavoro di Lazzari dopo la consegna di un’opera per la sua residenza “Casa Santa Marta”; nel 2019 – Il prof. Pietro Zander, Responsabile Necropoli Vaticana e Antichità Classiche, elogia la tecnica pictografica. Illustri committenti pubblici e privati nel corso di questi venti anni di attività: Il Ministero dei Beni Culturali – Provincia di Ferrara per la realizzazione di pictografie su tela per “I Camerini del Principe” nel Castello Estense di Ferrara, la Diocesi di Modena per la realizzazione della “Madonna di Piazza” e della “Madonna della Colonna” da esibire nel Duomo di Modena, la realizzazione dei dipinti per la “Porziuncola Nuova” a San Francisco, insignita di Indulgenza Plenaria, realizzazione di tele dipinte per il Palazzo Ducale di Vilnius, in Lituania, realizzazione di 51 affreschi italiani del rinascimento per un museo permanente a Seoul in Corea, un dipinto per la Sala del Consiglio della Provincia di Perugia, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, un affresco di Palmerino di Guido da sostituire all’originale nella piazza del Comune, dopo la sua collocazione all’interno della Pinacoteca Civica per motivi di conservazione, la ricreazione di un’opera di Vincenzo Barboni collocata nella facciata del Duomo di Città di Castello. Anche fra i privati committenti illustri: realizzazione di un affresco di Piero della Francesca “Maria Maddalena” destinato alla Principessa Carolina di Monaco, realizzazione di dipinti della Collezione Privata dei Principi Doria Pamphilj, realizzazione di 23 opere a dimensione originale per il Museo permanente di Leonardo da Vinci in via della Conciliazione a Roma, riproduzioni per il docufilm di Sky “Raffaello, Il Principe delle Arti”, riproduzioni per il docufilm “Michelangelo – Infinito”, riproduzioni per il film “Medici II”, per il film a puntate “Il Nome della Rosa” Con John Turturro.

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