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Industrializzazione e sviluppo economico: Alto Tevere fiore all’occhiello regionale

9 Luglio 2020

Visita dell’assessore Fioroni e del presidente II commissione Attività produttive a tre importanti realtà del territorio: «Eccellenze umbre»

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – L’Alto Tevere, importante area economica del territorio regionale, caratterizzata da «imprese innovative e con un alto tasso di industrializzazione», nonostante le violente crisi attuali e recenti registra ancora uno dei tassi di maggior industrializzazione in Umbria, persino superiore alla media italiana.

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«Una vocazione industriale da studiare e potenziare come modello di crescita e sviluppo», dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, che ieri, in compagnia del presidente della II commissione Attività produttive, Valerio Mancini, ha fatto visita ad alcune realtà imprenditoriali della zona «che rappresentano le eccellenze di questo territorio. Un’occasione di ascolto importante, anche per capire le esigenze imprenditoriali e conoscere tali realtà».

«Abbiamo iniziato con Sitrex – spiega Fioroni – un’azienda del settore meccanica-agricola con oltre 100 dipendenti, che ha fatto dell’innovazione una bandiera e che è stata capace di cavalcare mercati internazionali, con un fatturato export del 95% in oltre 60 Paesi. Successivamente abbiamo visitato la CMC, azienda specializzata in macchinari per imballaggi con 250 dipendenti a regime. Un concentrato di brevetti e innovazione tecnologica, capace di conquistare la fiducia dei principali player internazionali nel mondo dell’E-Commerce. Abbiamo concluso con l’azienda Giuntini, tra le prime 50 aziende al mondo nel settore Pet-Food e Zootecnico con 23 linee di confezionamento, 80 milioni di fatturato e 180 dipendenti a regime. Innovazione di prodotto, segmentazione di mercato e capacità di interpretare in anticipo l’evoluzione dei modelli di consumo, sono gli elementi alla base del successo di questa azienda».

«Tre realtà imprenditoriali tra loro unite dal filo conduttore del territorio e con la capacità di attivare filiere produttive prevalentemente legate al Made in Umbria», conclude Fioroni.

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