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In 40 per l’aeroporto, il rinnovamento funziona. La Regione punterebbe su un manager avio. Con Mencaroni e un giurista

20 Luglio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Sase, non c’è stata la svolta di immagine con la Spagnoli, ma ecco altri nomi doc che sarebbero, secondo rumors, in pista: da Jelinec a Forcignanò, da Bistoni a Bellucci a Maori. E ci sarebbe pure il giallo Bacoccoli (domanda in ritardo? Agostini arbitro?)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sase, la lista dei 40 con giallo. I 40 sono coloro che si candidano ufficialmente, presentando curriculum, per uno dei 5 posti nel cda della Sase, l società di gestione dell’aeroporto San Francesco dell’Umbria, che arriva da una fase – come dire – non esaltante.

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La giunta regionale, che con Sviluppumbria, è parte importante del capitale sociale insiste nel dire che la rivoluzione c’è già stata, con questo nuovo metodo dei bandi applicato in maniera radicale e che ha portato molti professionisti, manager, avvocati a presentare domanda, mostrando fiducia nella svolta imposta dalla Regione. Ed è difficile qui dare torto alla nuova giunta: lo sforzo per mettere nel motore della governance dell’Umbria qualcosa di nuovo e di più capace di sviluppare potenza per far ripartire il meccanismo inceppato c’è. I risultati? Bisogna attendere, ma è ovvio.
Allora: il termine delle domande scadeva oggi, anche se la lista non può essere considerata rigidamente vincolante per ragioni procedurali, ma è ragionevole pensare che dall’elenco dei 40 usciranno i magnifici 5.
L’attesa è grande, perché adesso sono tutti convinti che l’aeroporto possa aiutare a far uscire dall’isolamento l’Umbria e a dare una spinta di rilievo all’economia, partendo dal turismo.
Non a caso tutti i soci sembrano determinati a chiudere rispetto al passato e rimettersi a ricostruire. Iniziando col tirar fuori risorse.
Ed ecco allora che mancherà la svolta di immagine di Nicoletta Spagnoli (che in Regione comunque hanno più volte sentito) o della Sabatini della Costa d’oro, tentata di partecipare alla corsa ma alla fine non presente nella lista. Ci sarebbero però invece avvocati e manager e docenti. Dalla Jelinec di Fiavet, dai Nicola Bistoni ai Bellucci, dai dirigenti Anas, ad ex Confindustria come Forcignanò, grandi avvocati come Maori, per dire alcuni nomi che – stando almeno ai tam tam di ieri sera – erano dati per presenti tra i 40. Un segnale quindi di vitalità.

Ci sarebbe anche Mencaroni, che è un socio determinante, attraverso Camera di Commercio, dell’aeroporto e che avrebbe deciso di scendere in pista personalmente (quindi prenotando di fatto un posto tra i 5) per vedere come vengono spesi i soldi della Sase, visto che non ha risparmiato critiche alla gestione precedente della quale è sempre stato all’opposizione, anche risoluta.
Su chi cadrà la scelta? Si saprà a ore (il 23 è fissata l’assemblea della Sase che deve dare il via libera alle nomine del cda), ma i più attenti osservatori sono convinti che si va verso un manager avio, con passato forse milanese, più probabilmente romano, in rapporti con Enac – che non è stata accondiscendente con la passata gestione, fino alla bocciatura della scuola di volo a Sant’Egidio – magari in coppia con un manager o un giurista che conosce meglio il territorio (per il giurista c’è ancora nell’aria l’opzione Caforio, sempre che lui ci voglia davvero stare). Mencaroni dovrebbe poi scendere in pista, come detto.

Continuerebbe in questa maniera l’estate del rinnovamento imposto dalla giunta Tesei, con altri due passaggi imminenti: Umbria sanità e Umbria mobilità. Tenendo presente che anche il passaggio sulla Fondazione Umbria jazz non è stato certo indolore con la nomina di Stefano Bongarzoni, responsabile marketing della Rai, che è stato un colpo per gli equilibri costituiti e un ponte verso un futuro davvero nazionale e più aperto.
Infine la conclusione con il giallo annunciato molte righe sopra: sembra che sia arrivata all’ultimo momento anche la candidatura dell’ex manager di Unicredit in Umbria, Bacoccoli. Ma una fonte di solito ben informata racconta che sia stata Sviluppumbria (chissà se col direttore generale appena confermato Agostini) ad alzare la bandierina del fuorigioco: la domanda sarebbe arrivata in ritardo, quindi niente candidatura. Conferma (o no) all’indiscrezione si avrà nelle prossime ore, ma, intanto, raccontano gli stessi rumors che dalla parte della governance della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, quindi anche del più importante gruppo eugubino, ci sia stato un po’ di disappunto, visto che il rinnovamento voluto dalla Regione non ha dato chance alla conferma di Ernesto Cesaretti, ritenuto da sempre molto vicino a Gubbio. E che Bacoccoli poteva lenire in qualche modo la piaga. Nelle prossime ore si saprà se i rumors hanno fondamento oppure no.

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