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È nata la joint venture pubblico-privato dell’acciaio, a fine mese incontro in Germania per l’acquisto della Terni. Il ruolo di Posco

8 Luglio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Si stringe (col ministro Gualtieri) per i nuovi scenari della siderurgia italiana, con Invitalia protagonista. Se proprio fallisse la trattativa, solo allora potrebbero scendere in campo i sudcoreani

di Marco Brunacci

PERUGIA – Cessione delle Acciaierie di Terni, nuova puntata. In mattinata c’è stato l’incontro decisivo per il via libera dell’ingresso di Invitalia, quindi dello Stato italiano, nel capitale della società dell’acciaio che controlla Taranto, con gli indiani di ArcelorMittal. Da oggi quindi ha preso forma quella joint venture dell’acciaio più volte annunciata su Cityjournal.

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Sarebbe stato il Mef, col ministro Gualtieri in persona, a dare il consenso all’operazione. Si parla di una quota vicina al 40% che sarà intestata a Invitalia, la società il cui leader è Arcuri e che è molto vicina al presidente del consiglio Conte.
Per Taranto (e Genova) si chiude così il cerchio degli accordi di marzo. Arcelor Mittal e Invitalia dovranno guidare il processo di riorganizzazione dell’acciaio italiano in chiave non cinese.
Proprio nel corso dei colloqui della mattinata, sarebbe stato il rappresentante del Governo a insistere perchè si chiuda in tempi brevi anche il dossier sulla cessione degli Acciai speciali di Terni, che, sarebbe stato espressamente detto, possono essere complementari a quelli di Taranto. Come dire: una fascia premium rispetto a una produzione standard con un largo mercato.
Il risultato di questo pressing è stato immediato: è fissato per l’ultima settimana di luglio un incontro in Germania – raccontano fonti considerate attendibili – al quale parteciperanno rappresentanti della nuova joint venture pubblico-privato dell’acciaio italiano, del Fondo Elliot (che ha una partecipazione di grande rilievo In Thyssen) e della Thyssen stessa.
Se non si riuscisse proprio a trovare la quadra – ma ormai tutti i principali indicatori segnalano Terni che si avvicina a Taranto – ci potrebbe essere spazio per l’ultima manifestazione di interesse arrivata in Umbria, come avrebbe annunciato l’ad ternano dell’Ast, Burelli, che sarebbe apparso interessato a questa ipotesi. Si tratterebbe del gruppo sudcoreano Posco, il quale – a certe condizioni . potrebbe farsi avanti, avendo forza e struttura adeguata. Obiettivamente la strada per Posco è stretta ma comunque va considerata percorribile, rispetto ad altre ipotesi di acquisto che al momento paiono da considerarsi scartate.

Fonti accreditate ritengono però che Invitalia non sia favorevole a lasciar uscire dal progetto un impianto all’avanguardia come Terni, adesso che lo Stato ha deciso di entrare in prima persona nella partita, per far spazio a un nuovo soggetto.
L’agenda tratteggiata da Cityjournal comunque continua a dipanarsi secondo previsioni. un paio di settimana e se ne saprà di più, con il prossimo passaggio.

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