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«Dov’è l’ospedale da campo? Doveva essere pronto il 30 giugno…»

6 Luglio 2020

Il capogruppo regionale del Pd Tommaso Bori alla Regione: «Non c’è nemmeno l’ombra della struttura. Un disastro annunciato»

PERUGIA – «Doveva essere realizzato entro il 30 giugno scorso, ma, ad oggi, dell’ospedale da campo non vi è nemmeno l’ombra, o meglio, la struttura non esiste, ma le ombre rimangono».

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Così il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, ricordando che «era il 12 maggio quando la presidente Tesei, rispondendo ad un’interrogazione in Aula, parlò di un ‘Progetto ben definito e destinato a fronteggiare l’emergenza Covid, ma che sarebbe stato utile anche in futuro’. Peccato che a queste dichiarazioni non sono corrisposti fatti concreti, ma solo un disastro annunciato». «Come è noto – commenta il capogruppo Dem – la trovata dell’ospedale da campo non è affatto servita a gestire meglio la pandemia, ma solo a fare una brutta figura con Banca d’Italia, che avrebbe sostenuto l’operazione con risorse proprie, fino a scaturire un’indagine della Corte dei Conti rispetto ad un progetto che sarebbe costato circa 3milioni di euro per soli 30 posto letto». «Ma ciò che più preoccupa – continua Bori -, è che la stessa presidente Tesei abbia deciso di perseverare nell’errore. Stando infatti a quanto si legge nel Piano di riorganizzazione dell’emergenza Covid-19, si torna a parlare di ospedali da campo e, considerato il ‘successo’ riscosso con il primo progetto, si propone di aggiungere addirittura altre quattro nuove strutture movimentabili, da 75 posti ciascuna, per un totale di 300 posti. Nel documento – rileva Bori – si evita accuratamente di citare il costo complessivo dell’operazione, ma, tenuto conto di quello che sarebbe stato finanziato dalla Banca d’Italia, parliamo di un investimento minimo di più di 12 milioni di euro».

«Oltre a non vedere traccia di queste risorse nei previsionali di spesa – evidenzia il capogruppo Pd -, stupisce come questa Giunta perseveri nell’errore, pur di dotarsi di strutture che hanno già ampiamente dimostrato la loro inutilità, come nel caso dell’ospedale da campo di Milano e della cosiddetta ‘astronave’ di Bertolaso nelle Marche, che è costata 12milioni, per poi essere chiusa dopo appena 15 giorni di attività». «Ci auguriamo pertanto – continua Bori – che tutti i colleghi consiglieri esprimano voto contrario rispetto all’approvazione di questo atto, che rappresenta l’ennesima beffa per la sanità umbra, portata avanti da chi sta provando a far rientrare dalla finestra ciò che è già uscito ampiamente dalla porta. Il fatto è tanto più grave perché – conclude -, non avendo il coraggio delle proprie azioni, questa Giunta intende far votare l’atto dall’Assemblea legislativa, per scaricare sull’Aula le responsabilità che ne deriverebbero».

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