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Case dell’acqua: perché tenerle ancora chiuse?

2 Luglio 2020

Interrogazione di Bistocchi e Zuccherini (Pd) a sindaco e Giunta

PERUGIA – I consiglieri del Partito democratico, Sarah Bistocchi e Francesco Zuccherini, hanno presentato questa mattina una interrogazione a risposta orale avente a oggetto la “Procrastinata chiusura delle Case dell’Acqua di Umbra Acque S.p.A.”.

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I dispenser di acqua potabile “sfusa” sono stati chiusi «a partire dal 13 marzo 2020 a causa della diffusione del Covid-19 – ricordano i consiglieri -, quale utile misura provvisoria a contrastare la pandemia e nello specifico a ridurre la circolazione delle persone prescritta dai DPCM, al fine di evitare assembramenti. Tuttavia, siamo ormai in una fase di convivenza con il Coronavirus che, anche in virtù dei bassi contagi riscontrati in Umbria, sta permettendo la riapertura di tutte le attività lavorative e la riattivazione di tutti i servizi alla persona. Purtroppo riscontriamo ancora la chiusura del servizio offerto da Umbra Acque delle Fontanelle».

«Ci sentiamo pertanto – concludono – di interrogare il Sindaco e la Giunta sulle motivazioni che hanno spinto Umbria Acque, azienda di cui il Comune di Perugia è socio, a non riaprire ancora le Case dell’Acqua disseminate sul territorio comunale, e sulle tempistiche di riapertura del “Progetto Fontanelle”, che costituisce un piccolo ma significativo esempio di servizio pubblico, erogando acqua pubblica di qualità e altamente controllata, ma anche ecologicamente sostenibile, con positive ed evidenti ricadute sull’ambiente circostante»

#acqua #covid19 #coronavirus

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