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50 anni della Regione Umbria, Bori: «Ritrovare spirito costituente per un nuovo riscatto»

20 Luglio 2020

La nota del capogruppo Pd

PERUGIA – «L’Umbria, area interna delle aree interne, è ancora oggi una Regione piccola, ma non debole che deve coltivare la rinnovata ambizione di essere cuore verde non solo d’Italia, ma dell’intera Europa.

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Il regionalismo umbro nacque ben prima dell’istituzione Regione e, al contrario di altri territori, non fu una scelta scontata, ma un percorso consapevole e ricercato. I nostri territori, usciti dall’arretratezza e dalla povertà, solo a partire dai primi anni 70’, hanno saputo, proprio grazie alla Regione, e in soli cinquant’anni di storia, creare un’identità culturale, economica e sociale condivisa, ed essere conosciuti e apprezzati, in Italia e nel mondo, come terre del buon vivere. Un riscatto conquistato non senza sacrifici, reso possibile grazie al contributo di gruppi dirigenti lungimiranti che hanno promosso e sostenuto delle fasi di coraggiosa modernizzazione, resa possibile proprio grazie alla Regione.

L’Umbria di oggi, con le sue eccellenze, che fanno il paio con le sue fragilità, è il frutto di un processo nato nell’immediato dopo guerra, in quel “regionalismo senza Regione”, che rappresentò un laboratorio di grande valore nazionale, per qualità del dibattito politico e programmazione degli interventi destinati allo sviluppo. Nonostante l’asprezza dello scontro politico di allora, frutto di un mondo diviso ancora in blocchi e fortemente ideologizzato, la nascita della Regione ha contribuito a condividere e radicare un processo identitario non scontato e nuovi modelli di sviluppo e coesione sociale, che sono ancora il vero architrave delle nostre istituzioni. Su lavoro, diritti e solidarietà sono poggiate la base di una Regione a misura di cittadino, che deve continuare ad ascoltare ed accogliere le istanze di una società in continua evoluzione.

Abbiamo, dunque, una storia da difendere, una speranza da riaccendere e l’obbligo di rilanciare le ragioni di quelle scelte, riattualizzando un modello che ci ha permesso sviluppo e benessere. Prima di diventare un valore, l’Umbria è stata un problema per l’Italia, sono a testimoniarlo i dibattiti parlamentari degli anni 60’ sulla cosiddetta “questione Umbra”, una delle zone più depresse dell’intera Europa, da cui scaturì l’idea innovativa del primo “piano di programmazione regionale” e un modello di partecipazione delle forze economiche, politiche e sociali, che è stato a lungo adottato anche dalle altre regioni italiane. Ed è proprio lì, in quelle intuizioni, che è nata l’Umbria moderna. Ma il riscatto dell’Umbria è passato anche attraverso la cultura, e non è un caso che il nostro territorio, da più di 700 anni, fa ricerca grazie alle istituzioni Universitarie. Solo grazie al regionalismo possiamo vantare la più bassa dispersione scolastica in Italia, la popolazione tra le più istruite a livello nazionale e europeo, una coesione sociale che è stata una conquista di civiltà e un sistema sanitario tra i più efficienti d’Italia.

Oggi siamo stiamo assistendo ad una delicata fase di transizione, nella quale l’emergenza sanitaria rischia di sfociare in una crisi economica e sociale, e sta per spaccare la cosiddetta Italia di mezzo, lasciando l’Umbria e le Marche più indietro rispetto alla vicina Toscana e alla parte più dinamica del Paese. Occorre pertanto ritrovare quello spirito costituente per cercare, tutti insieme, le ragioni e gli strumenti per un nuovo riscatto, che affronti i nodi strutturali e irrisolti, e proietti con coraggio l’Umbria nel futuro. La nostra sfida è, e deve essere, quella di tornare a creare lavoro e benessere per le nostre comunità, la piena e buona occupazione come obiettivo per chi, nel rinnovamento delle idee e non solo dei volti, è chiamato a rappresentare i cittadini umbri.

Il migliore augurio che sento di fare all’Umbria, in occasione dei suoi primi 50 anni, è quello di tornare ad essere quella “piccola, grande” Regione, capace di riprendere quel cammino di progresso che l’ha fatta affermare nel tempo».
Così Tommaso Bori, capogruppo Pd in Assemblea legislativa.

#regione #umbria #50anni #tommasobori

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