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Un aiuto alla Caritas: quando la solidarietà parla cinese. A Perugia

5 Giugno 2020

Il dono di un commerciante tramite l’associazione culturale “Marco Polo”

PERUGIA – Che la comunità cinese sia ormai integrata perfettamente nel territorio perugino non ci sono dubbi. Ma adesso, in tempo di “Covid 19”, la semplice presenza per motivi di studio o di lavoro si trasforma in atti di concreta solidarietà.

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Come quella, per esempio, che ha voluto testimoniare Haibo Zhang, cittadino cinese attivo nel commercio da molti anni a Perugia, a seguito di una proposta fattagli dall’Associazione Culturale “Marco Polo”: una significativa donazione di uno stock di mascherine alla Caritas diocesana. La consegna è avvenuta nei giorni scorsi presso la sede perugina della Caritas: presenti il suo direttore, Giancarlo Pecetti, il tesoriere dell’Associazione “Marco Polo”, l’avvocato Paolo Schepis e lo stesso Haibo Zhang, che ha raccolto volentieri l’invito a dare una mano a chi ne ha bisogno.

«La comunità cinese – fa sapere il presidente dell’Associazione, Dario Stefanucci, nel diffondere l’iniziativa del benefattore – è fatta di lavoratori che hanno affrontato mille difficoltà in passato e sanno bene cosa significhi aver bisogno d’aiuto. E questo dimostra quanto la comunità cinese abbia voglia di continuare ad integrarsi nel tessuto perugino, nonostante barriere linguistiche che spesso impediscono il raggiungimento del suddetto intendimento e generano incomprensioni».

Superarle, ma anche diffondere la cultura cinese e sviluppare le relazioni tra cittadini cinesi ed italiani, è tra gli obiettivi appunto della “Marco Polo”, fondata nel 2015 grazie alla volontà di Giancarlo Baldoni, Paolo Schepis e dello stesso Dario Stefanucci. Attiva a livello nazionale grazie ad un gruppo Facebook che attualmente vanta quasi 800 iscritti e dove ogni giorno italiani e cinesi scambiano commenti ed esperienze di vario genere «quasi come se si conoscessero da sempre», specifica Stefanucci, l’associazione che ha sede legale a Perugia ha in cantiere diverse attività per i prossimi mesi: «L’obiettivo che ci siamo posti sin dal momento della fondazione – continua Stefanucci – è quello di proporre eventi, scambi culturali che rendano sempre più comprensibile la realtà cinese a quella italiana. La città di Perugia non ospita un numero particolarmente elevato di cittadini cinesi, nulla di paragonabile ad altre realtà quali Prato, Ancona, Brescia o le metropoli tanto per capirci. In realtà Perugia viene vista soprattutto come un punto di approdo per lo studio grazie all’Università per Stranieri, ma soprattutto all’ Accademia delle Belle Arti e al Conservatorio. I giovani cinesi amano la cultura italiana e hanno deciso di approfondirne la conoscenza».

Per questo una Associazione come la “Marco Polo”, che vanta oltre più di 40 soci, sta riscontrando un notevole seguito e ha tutte le migliori intenzioni di rafforzare quel punto di riferimento che ha costituito nel corso degli ultimi di attività.

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