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Sos della governatrice Tesei: «La scuola è questione troppo seria, serve chiarezza sulle linee guida entro pochi giorni. O rischiamo sulla ripartenza a settembre»

5 Giugno 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | «Dobbiamo coinvolgere insegnanti, sindaci e predisporre i trasporti. E ancora nulla, tranne il plexiglass, che è almeno, diciamo così, di difficile attuazione». Intanto dà il via ai centri estivi dal 15 giugno

di Marco Brunacci

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PERUGIA – La presidente Tesei ha appena firmato l’ordinanza per dare il via ai centri estivi, dai 3 anni in su, dal 15 giugno (si è proceduto con la massima cautela), e ci tiene a far sapere quanto ci tenga alla ripresa della scuola.

Con il low profile che è la sua scelta dall’inizio della crisi Covid, ma almeno due cose le dice: «Un tema così delicato come quello della scuola, che già in sé è un gran problema ma se non bastasse ha pure una serie di ricadute decisive per la vita di una collettività, dai trasporti alle famiglie, pretende chiarezza e serietà. E tempi rapidi, rapidissimi. Non possiamo passare altri gironi ad attendere linee guida che non si vedono. Peggio: che compaiono e scompaiono».
Insiste: «Ma lei ha in mente quanta gente deve essere coinvolta per modificare, anche non di molto l’assetto dell’anno scolastico? E qui siamo a giugno inoltrato e sappiamo quasi niente». Di getto: «Ci sono i sindaci che devono mettere a disposizioni locali, che di tanto in tanto sentono parlare di palestre da adibire ad aule, come fosse facile, ci sono gli insegnanti che probabilmente saranno chiamati a fare i turni, ci sono le esigenze dei più piccoli e quelle degli adolescenti, ci sono scuole di ogni ordine e grado con diversi ordini e gradi di problemi. Ci sono i trasporti da organizzare di conseguenza rispetto alle necessità. E ancora si sa niente di sicuro».
Pausa. «Per far capire che non è una polemica fine a se stessa mi piace sottolineare che è stato il presidente della conferenza delle Regioni, Bonaccini, a dire alla ministra Azzolina che doveva confrontarsi con gli assessori regionali alla scuola, che avevano il polso della situazione e avevano il termometro delle questioni».

Ma c’è la ferma intenzione di usare il plexiglass tra i banchi. E qui il fari play made in Montefalco e tutto il low profile hanno un momento di sbandamento. Solo un momento: «Mi lasci dire che da signora considero di difficile attuazione questo tipo di soluzione». Ma è forte il sospetto che anche la governatrice Tesei sia dell’idea che trattasi di una boiata pazzesca, che il plexiglass in classe si candida fin da ora a diventare il nuovo gioco dell’anno scolastico 2020-2021 per gli alunni di ogni ordine e grado.
E allora quali soluzioni? «Le linee guida ce le devono indicare. La meno improvvisata al momento sembra quella dei turni, mattina e pomeriggio per ridurre l’affollamento delle aule. Ma chiunque si rende subito conto che il costo di una cosa di questo genere è alto: più insegnanti, più trasporto pubblico scaglionato. Lo Stato si accollerà le maggiori spese? E’ certo che i Comuni come le Regioni non hanno fondi propri».
Prospettive? «Anche oggi ci siamo incontrate, io e l’assessore che segue la questione, Paola Agabiti Urbani, e stiamo organizzando una riunione con la responsabile scolastica e con l’Anci. Ma non sappiamo quando avremo qualcosa da discutere. Si parla di rientro a settembre per tutti, in presenza, come abbiamo imparato a dire. E allora i tempi sono strettissimi. Abbiamo bisogno di certezze da qui a qualche giorno». E mannaggia al low profile perché magari qualcosa pure in più aggiungerebbe.
Certo è che l’Italia è l’unico paese che ha trattato la scuola così. E non si vede una via d’uscita coerente e ragionevole. Restano pochi giorni. Ma se uno dovesse riferire una sensazione è che la speranza del momento, tra amministratori e protagonisti del mondo della scuola, è che il virus si rassereni e magari si defili in estate per tornare ma debilitato in autunno. Più facile questo piuttosto che la impavida ministra trovi soluzioni.

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