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Scontri e cortei non autorizzati: 15 Daspo e 20mila euro di multe per gli ultras della Ternana

22 Giugno 2020

Sospesa anche la licenza di un bar dopo l’indagine della questura di Terni. «Con la ripresa del campionato di calcio, controlli capillari e potenziamento dei servizi di monitoraggio nelle aree note come centri di aggregazione della tifoseria ternana»

TERNI – Una «vasta operazione di contrasto all’illegalità nell’ambito della tifoseria ternana» è stata condotta in stretta collaborazione dalla questura e dalla procura della Repubblica di Terni. L’operazione ha portato all’emissione di 15 Daspo e circa 20mila euro di sanzioni nei confronti degli ultras della Ternana.

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Due, gli episodi presi in esame dalla questura. I divieti di accesso alle manifestazioni sportive sono stati emanati in seguito ai fatti dello scorso 23 ottobre, al termine della partita tra fere e Avellino. Le sanzioni amministrative e la chiusura di un bar, invece, sono state irrogate per fatti commessi a partire dalla partita Ternana-Rende dello scorso 19 gennaio e che si sarebbero ripetuti anche in occasione degli incontri successivi fino alla sospensione, causata dalla pandemia, del campionato in corso.

I Daspo

In relazione ai Daspo, i fatti che li hanno originati risalgono allo scorso 23 ottobre, al termine dell’incontro di calcio Ternana-Avellino, quando «un gruppo di ultras locali – la ricostruzione della questura – ha tentato di aggredire il convoglio dei tifosi avellinesi in uscita dal settore ospiti. Il gruppo, percorrendo in corteo via di Porta Sant’Angelo, travisato ed armato di aste, si è diretto in Piazzale dell’Acciaio, dove ha fatto esplodere un petardo ed acceso fumogeni. In quel momento, i tifosi irpini non erano ancora stati fatti uscire dallo stadio e la Polizia di Stato è intervenuta, ma la reazione di una parte dei facinorosi, prima di disperdersi nel fuggifuggi generale, è stata quella di scagliarsi contro il mezzo della polizia, danneggiandolo».

L’indagine, seguita personalmente dal Procuratore della Repubblica, il dr. Alberto Liguori e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Terni, la dr.ssa Camilla Coraggio, ha dato un nome e un cognome ai volti travisati: ultras ternani di età compresa fra i 17 e i 40 anni, sostiene la Digos. Nei loro confronti, segnalati a vario titolo per i reati di resistenza aggravata, danneggiamento aggravato e travisamento, il Questore della Provincia di Terni ha disposto la misura del Daspo, di durata variabile da un minimo di 1 anno fino ad un massimo di 10 anni per i plurirecidivi. Tra questi, pure due degli arrestati per spaccio nell’ambito dell’operazione “White Bridge”.

Le sanzioni amministrative

Le sanzioni amministrative scaturiscono invece dal corteo non autorizzato che, in occasione di Ternana-Rende aveva creato notevoli problemi di traffico e messo in serio pericolo l’incolumità sia dei passanti, che degli automobilisti, che degli stessi ultras, che «incuranti delle norme che regolano il Codice della Strada e il vivere civile, avevano occupato, sprezzanti, le due carreggiate di una strada ad alta densità di traffico come quella di Viale dello Stadio», le parole usate dalla questura. In totale, sono state irrogate 16 sanzioni amministrative, da 1.333 euro ciascuna, per aver ostacolato la libera circolazione.

Nell’ambito delle misure di prevenzione, il Questore di Terni ha poi disposto la sospensione della licenza, per 15 giorni, di un bar «diventato, nel corso del tempo, soprattutto in concomitanza degli incontri di calcio al Liberati, luogo di ritrovo di ultras e di persone con precedenti di polizia, che hanno dato luogo a comportamenti illeciti, compreso i cortei non autorizzati».

«Con la ripresa del campionato di calcio, dopo la forzata sospensione dovuta alla pandemia da COVID-19, la Questura di Terni attuerà controlli capillari del territorio con un’intensificazione ed un potenziamento dei servizi di monitoraggio e di perlustrazione proprio nelle aree note come centri di aggregazione della tifoseria ternana, al fine di prevenire assembramenti di tifosi che, non potendo andare allo stadio, si radunano, contravvenendo al distanziamento sociale», conclude una nota della questura.

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