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Giunta regionale al test nomine: Onnis e Rosignoli in sanità, a Sviluppumbria l’Agostini furioso contro il caterpillar di Fioroni

28 Giugno 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La forza della tela Tesei alle prime verifiche. Conferme e sorprese per i nuovi commissari. Ma la sfida vera è sul futuro dell’Agenzia, col direttore che sbotta e l’assessore che se ne va, mentre si cerca l’amministratore unico

di Marco Brunacci

PERUGIA – È il tempo delle nomine per la giunta regionale, dalla sanità a Sviluppumbria, ma quel conta stavolta non sono tanto i nomi ma il metodo e la qualità della discussione ma su tutto la tenuta della leadership della presidente Tesei su una maggioranza chiamata a dare segnali di novità.

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E allora ecco che sulla sanità si va verso una proroga dei commissari al 30 giugno. La conferma di Onnis all’Azienda ospedaliera di Perugia è data per scontata, mentre viene accreditata la voce di un rientro a sorpresa: sarebbe Gigliola Rosignoli in pole position per ricoprire l’incarico di commissario alla Asl di Terni-Foligno (la 2). Rosignoli è stata la big di riferimento della sanità quando regnava Rita Lorenzetti. Non le fa difetto la competenza e la determinazione. Lascerebbe la Lombardia per ritornare nella sua Umbria. E un’altra donna sarebbe pronta a prendere la guida dell’Azienda ospedaliera di Terni, mentre qualche dubbio in più resta sull’Asl1 (quella di Perugia e alta Umbria). Non è esclusa anche qui una conferma.
Tanto più che si tratta di nomine a tempo, da confermare o ripensare, in una sanità comunque molto centralizzata con l’assessore Coletto (appena confermato da Salvini ministro alla sanità nel governo ombra della Lega) e il direttore generale Dario che tirano le fila, in attesa di proporre il riassetto definitivo del comparto. Però non prima di un anno. E per quella data si va verso un’azienda unica integrata Perugia-Terni, ma probabilmente ancora due Asl, per valorizzare la medicina del territorio che tanto utile è stata nella crisi Covid. Ci sarà tempo per vedere e capire meglio.
Sapendo che il nodo sta a Terni: si farà l’Irccs, l’istituto ad alta specialità dedicato alle staminali che all’Ateneo piace così poco? O si farà soltanto il grande ospedale ad alta tecnologia, ormai sembra certo, nello stesso sito dove sta oggi l’ospedale ternano per intercettare altra domanda di sanità che viene da fuori regione? Sono in corso trattative. Con la presidente Tesei impegnata in prima persona.

Ora Sviluppumbria-time. Qui si tratta di nominare l’amministratore unico, ma soprattutto decidere sulla vastità dei poteri del direttore generale. Sarebbe perfino meno complicato scegliere rispetto alla sanità, non fosse che il direttore generale è Mauro Agostini, come dire l’alfa e l’omega della galassia umbra Pci-Pds-Ds-Pd, che in Sviluppumbria c’era anche prima che fosse creata, l’ultimo imperatore della nomenclatura politica e tecnica umbra degli ultimi 50 anni.
Sviluppumbria – visto il protagonista e la posta in palio – diventa la madre di tutte le scelte della giunta regionale. Difatti nell’ultima riunione (in attesa di quella decisiva di metà luglio per decidere il nuovo – o la nuova – amministratore unico) tutta la tensione che si respirava nell’aria da settimane, si è scaricata a terra.
Protagonisti: l’assessore allo sviluppo economico, rappresentante in Sviluppumbria del socio di maggioranza, la Regione, e il direttore generale Agostini.
Fioroni ha fatto domande sulle scelte tecniche, Agostini ha sbottato, risbottato e sbottato ancora, sorprendendo anche qualcuno dei suoi. Fioroni per tutta risposta si è alzato e se ne è andato. E ora attende – soddisfatto? forse sì – risposte scritte alle sue obiezioni.
Come capite, non una lite da assemblea di condominio. Fioroni da anni (da quando era assessore al Comune di Perugia) ha messo nel mirino Agostini, ritenendolo l’anima e gran sacerdote del centrosinistra di governo (e di potere).
Fioroni vuole voltare pagina in Sviluppumbria, Agostini sa di avere radici così profonde, che si diramano fino a un partito – almeno – del centrodestra, e che sarà difficile per tutti anche solo spostarlo e anche si volesse ripiantarlo altrove.
Sarà che entrambi fanno anche i romanzieri, c’è da giurare che lo scontro sarà senza risparmio di energie. L’assessore Fioroni ha messo in moto il caterpillar, mica facile fermarlo. Ed è probabile che il – raccontano – fragoroso “sbottamento” di Agostini vada considerato il suo primo successo.
Ma sul come finisce è vietato fare pronostici per evitare brutte figure.

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