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Fondazione Carisp, Cristina Colaiacovo martedì diventa presidente. Da aeroporto, Università, Gepafin, Confindustria, così cambia un pezzo di Umbria

21 Giugno 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Giovane, brillante, determinata, uscita dal patto di acciaio tra i Colaiacovo e Manganelli, si trova al centro di una serie di movimenti negli equilibri regionali. Interlocutore privilegiato: Donna Donatella da Montefalco

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il fattore Cristina. Che succede? Martedì la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia vota la sua nuova presidente. Una donna, giovane, brillante, determinata, ma anche con un cognome che non lascia dubbi su chi abbia vinto e chi perso. La nuova presidente è Cristina Colaiacovo. Chi avesse l’ardire di immaginare anche soltanto che in fondo si tratta solo del rinnovo della presidenza di una Fondazione, va dritto dietro la lavagna. Vuol dire che non è che non si applica, non studia o non ci arriva.

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La presidenza a Cristina Colaiacovo è il frutto di una intesa a tutto campo con l’imperatore all’agriumbria Manganelli (sarà lui, o un candidato suo, il vicepresidente), ma è il desiderio del presidente storico della Fondazione e padre di Cristina, Carlo Colaiacovo, di mettere un punto e a capo alla presidenza Bianconi.
Fin qui il fatto interno alla Fondazione. Da qui in poi le conseguenze in tanti gli equilibri del piccolo mondo del potere umbro.
Per cominciare, ci saranno ricadute nel rapporto Fondazione-Università. Non è un mistero che il neorettore Maurizio Oliviero è più vicino al principe del Cucinellishire, cachemire e classici, che ai più rigidi e pragmatici indirizzi del re del cemento, Colaiacovo. Ma di sicuro il neorettore e la neopresidente della Fondazione proveranno a intendersi sulla base di una complicità generazionale. Come dire: non confondeteci con i nostri avi.
Ma più di tutto conterà che, su questo rapporto, veglia Donna Donatella da Montefalco, presidente in Regione, e che con entrambi ha rapporti eccellenti. Come finisce? Si vedrà.
Dirette sono le conseguenze della nuova presidenza di Fondazione anche su Confindustria. Tutto fa pensare che re Carlo, I e indiscusso, voglia lanciare partendo dalla Fondazione una offensiva che arriva fino alle soglie di via Palermo. Non è tanto l’attuale presidente Alunni a tremare, perchè in fondo deve restare dove sta fino a giugno 2021, ma ora chiunque abbia fatto solo un pensiero alla presidenza regionale di Confindustria dovrà fare i conti col Signore di Gubbio.

La disfida potrebbe diventare perfino un torneo medioevale sempre che l’altro grande imprenditore Alfa del panorama regionale, Brunello Cucinelli, decidesse di mettersi in competizione. Cucinelli ha molte, riconosciute qualità e una grande azienda da gestire nella tempesta del post Covid, ed ha un intuito da lupo capobranco: corre solo se è certo di vincere. La disfida probabilmente non ci sarà. Ma ci fossero flussi di veleni sotterranei, chiedetevi tutti: qualcuno davvero pensa che Donna Donatella da Montefalco avrà piacere di inimicarsi uno dei due? Se non rispondete correttamente alla domanda, anche voi dietro la lavagna.
Il fattore Cristina, pensate un po’, viene considerato importante anche per il nuovo assetto di Gepafin, finanziaria regionale, che martedì prossimo – la stessa data della Fondazione – riparte dall’attuale leader Campagna, insieme ad altri due che invece cambiano. Lasciate perdere i nomi, che non sono notissimi, quel che conta è la filosofia: rinnovamento nella continuità. La ricetta non sempre funziona. Qualche volta diventa rinnovamento ma non si sa per fare cosa. Altre volte resta continuità per andare a sbattere. Ma quando il progetto riesce, magari viene bene. Vedere prima di giudicare.
Pensate che non ci sia un Fattore Cristina anche quando a metà luglio si riparlerà di Sase, la società di gestione dell’unico e triste e solo aeroporto dell’Umbria, adesso che la Regione ha fatto slittare il cda?

Una interpretazione del fattore Cristina, ma non convincente, potrebbe indurre a pensare che Cesaretti e Agostini (il proconsole di Sviluppumbria) verranno confermati da qui all’eternità. Considerando però che Donna Donatella, e non solo lei, deve anche trattare con Camera di commercio (così poco soggiogata dal fascino del Signore di Gubbio) e con Unicredit e pure con il Comune di Assisi, è ragionevole ipotizzare che in Sase ci sarà un molto graduale rinnovamento. Piccoli passi verso un futuro migliore (perchè l’aeroporto cosi’ non va, ma proprio non va).
Ps. A proposito: auguri alla prossima presidente della Fondazione, Cristina Colaiacovo.

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