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Espulso, rientra in Italia e chiede asilo sotto falso nome: arrestato

18 Giugno 2020

Smascherato da un banale riscontro fotodattiloscopico. A Terni

TERNI – Era entrato in Italia nel 2015 e aveva presentato richiesta di asilo a Torino, dove la Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato aveva risposto negativamente; allora il giovane aveva presentato ricorso, perdendolo.

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Durante i suoi anni in Italia, era stato più volte arrestato per violazione della legge sugli stupefacenti e per resistenza a Pubblico Ufficiale. Nel 2017 arriva la prima espulsione da Varese, ma il nigeriano, diventato nel frattempo irregolare, non lascia l’Italia. Nel 2019, viene rintracciato e di conseguenza espulso, stavolta dal Presidente della Regione autonoma della Valle Aosta, e viene portato al Centro di Permanenza e Rimpatrio di Torino, da dove verrà riportato al suo Paese di origine. Un anno dopo, ad aprile 2020, è di nuovo in Italia è martedì si è presentato allo sportello dell’Ufficio Immigrazione della questura per presentare una nuova richiesta di asilo con un altro nome.

È bastato il riscontro fotodattiloscopico per svelare agli agenti la vera identità dello straniero e i suoi trascorsi. A quel punto è stato arrestato dalla Polizia di Stato ternana e su disposizione del Pubblico Ministero di Turno, il dr. Matthias Viggiano, trattenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria fino al rito direttissimo di mercoledì pomeriggio, quando il Giudice del Tribunale di Terni, Biancamaria Bertan, dopo aver convalidato l’arresto, ha dato il Nulla Osta all’espulsione e lo ha condannato a 5 mesi e 10 giorni.

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