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Dalla Regione altri soldi per le piccole imprese, ma la coperta è corta. Invece si parte con i nidi per i bimbi da 0 a 3 anni

9 Giugno 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’assemblea legislativa vota la riprogrammazione dei fondi europei: 54 milioni per economia, sanità e turismo. Per l’infanzia ripartenza dopo il 13 giugno. E nell’opposizione è sfida tra il modello Fora e il Bori-style

di Marco Brunacci

PERUGIA – Un, due, tre. Le cose importanti di questa giornata. Intanto: arrivano più soldi, soldi veri, sui conti delle aziende umbre. Arrivano dalla riprogrammazione dei fondi europei, votata dalla maggioranza in Assemblea regionale, con la minoranza che ha lasciato l’aula (ma di questo parliamo dopo).

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L’Umbria è una delle regioni meno virtuose nella spesa dei fondi europei. Grazie a una direttiva post Covid dell’Unione europea può riprogrammare i fondi per il 2020 e il 2021. Si tratta di 54 milioni per anno. I fondi del 2020, non ci fosse stata la direttiva, potevano essere già considerati persi per i ritardi nei progetti. Adesso si ricomincia: 54 milioni da spendere. Andranno a rendere più corposa l’offerta per le piccole e medie imprese che avranno fino a 25mila euro, in parte a fondo perduto.
Le imprese che si sono presentate al bando sono poco meno di seimila, per una richiesta complessiva di 100 milioni. Finora ne erano stati stanziati 18 e spiccioli. Ora si aggiungeranno altri soldi. Complessivamente, per le tre misure di rilancio economico, saranno stanziati 30 milioni dei 54 ottenuti dai fondi europei. Non abbastanza per tutti, ma un segnale non di poco conto di attenzione per il territorio. Sono invece 8 i milioni che andranno per sostenere le spese in più che ha dovuto sostenere in questo periodo la sanità.
Il resto (16 milioni) finirà in un altro fondo che deve riguardare il rilancio del turismo (i voucher per chi sceglie l’Umbria, misure per i ristoranti, ma anche per la cultura e per la scuola, per il sociale e quanto altro necessita di un ristoro dopo questo lungo e disgraziato lockdown).

Si farà festa con i 54 milioni del prossimo anno? Pochi sogni. Se il Governo non apre la borsa, le Regioni dovranno fare i conti con i loro bilanci e con un delta molto ampio tra l’ammontare della quota di tasse regionali e la possibilità di introitarle realmente. Per ora le tasse sono state posposte (come nel caso del bollo). Tutti pagheranno? Speriamo. Ma è già facile immaginare per l’Irpef, visto i massicci mancati guadagni, una riduzione delle entrate rilevante per la Regione.
Ma qui la partita è nazionale. Se qualcuno non dceide di aprire la borsa e tirar fuori soldi veri, a debito, naturalmente, viste le esigenze, impegnandosi per un periodo importante del prossimo futuro, si giocherà a rincorrersi, enti locali ed ente nazionale, fino a produrre inevitabilmente nuovi squilibri nei bilanci e prossime povertà.

LA PARTITA DELL’OPPOSIZIONE: IL MODELLO FORA CONTRO IL MODELLO BORI

Fin qui il denaro. Ora l’opposizione. In pochi mesi l’opposizione è riuscita a percorrere per intero i percorsi della drammatizzazione dello scontro con la maggioranza. Manca solo l’occupazione di palazzo Cesaroni. Ma visto che ieri è stato chiesto un incontro con il prefetto di Perugia, si potrebbe considerarlo imminente.
Quale è il problema dei problemi? Le mancate risposte della giunta regionale al nubifragio di interrogazioni e interpellanze della minoranza, in realtà praticamente tutte concentrate sulla sanità. Con contorno di richieste di accesso agli atti. Questo sarebbe – dicono i promotori dell’iniziativa prefettizia – un furto di democrazia e trasparenza.
La qual cosa, in linea teorica, non è sbagliata. In linea pratica è una cosa delle cose più lontane dalla realtà che si conoscano.
Non c’è mai stata una legislatura regionale, di qualunque colore politico, che abbia concesso più del 40-50% di accessi agli atti all’opposizione. Non per cattiveria, in realtà, quanto per meccanismi burocratici, per difficoltà a snellire le procedure, a tempi tecnici che non si riducono.
L’opposizione, di osservanza Bori (capogruppo del Pd), in realtà una ragione ce l’ha e questa tutta intera: non si sa perchè ma la Lega, che è di fatto l’unico gruppo della maggioranza, numeroso come la rena del mare, per via di una legge elettorale che strizzava l’occhio al Pci e seguenti, ha bloccato il confronto su alcuni temi davanti alla Commissione di controllo.
Ai debuttanti leghisti dell’assemblea legislativa andrà magari ricordato (forza presidente Tesei, appena si rimette in salute) che ci sono delle regole del gioco da rispettare, che sono quelle del tipo: a briscola si gioca con tre carte e non sempre l briscola è bastoni.
Se si fa un tutorial anche elementare al supergruppo della maggioranza, poi si può iniziare a discutere, evitando gli isterismi.
Esempio solitario di razionale uso dei banchi dell’opposizione è quello di Andrea Fora, lo abbiamo già più volte detto, che non perde occasione per rimbrottare la maggioranza, ma fa proposte (ieri ne è passata una molto delicata per coinvolgere nelle iniziative a favore delle categorie i vertici delle categorie professionali medesime) e non si stende sulle rotaie ad ogni folata di vento.
Ora la prossima mossa tocca al capogruppo del Pd, Bori, che leader lo è, che è pronto per fare il segretario regionale del suo partito, e non c’è bisogno che faccia di tutto per sembrare un grillino di quando non erano al Governo.
E questo per il principio supremo dell’autonomia regionale: l’Umbria, e i suoi cittadini, anche nella battaglia politica, vanno messi sopra tutto.

FINALMENTE UN PENSIERO PER I BAMBINI

L’ultimo avvenimento importante della giornata: finalmente la Conferenza delle Regione ha proposto al Governo le linee guida per riaprire le attività per i bambini da 0 a 3 anni. Sacrificati come pochi alla logica del lockdown, ora meritano ogni risarcimento. Far ripartire un “nido” in sicurezza è un impegno fondamentale. Sembra che il 12 il Governo decida. Subito dopo si parte. Se non è il 15, sarà il 13. Un gran bel segnale. Più importante delle discoteche. A proposito: la decisione qui è delicatissima: a quanti centimetri si dovrà ballare l’uno dall’altro? La discussione impazza.
Lo vedete quanto è importante che la dottrina Zangrillo si affermi e il Covid letale mister Hyde non si ripresenti mai più, lasciando solo tra la folla uno stranito Covid dr Jekyll a distribuire qualche raffreddore. E così sia.

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