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Covid, niente bonus per i medici specializzandi impegnati nell’emergenza: «Regione intervenga»

30 Giugno 2020

«Corrisposto a tutto il personale sanitario. Perché a noi no?» Ascoltati dalla Terza commissione i medici in formazione specialistica che operano in Umbria chiedono anche la riforma di un contratto che superi «l’ambiguità dello studente lavoratore» e che li inquadri «come lavoratori in formazione»

UMBRIA – I medici in formazione specialistica che operano in Umbria hanno chiesto, nell’audizione in Terza commissione che si è tenuta ieri pomeriggio, non solo il riconoscimento del “bonus covid” – che è stato corrisposto a tutto il personale sanitario e a loro no – ma anche una riforma del contratto, di cui la Regione «si faccia portavoce nelle sedi opportune, per superare l’ambiguità dello studente lavoratore e che li inquadri come lavoratori in formazione, preveda indennità di guardia, festivi e notti, garantendo il rispetto della legge in materia di gravidanza, infortunio o forme di impossibilità a lavorare».

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A parlare in commissione, in rappresentanza delle centinaia di medici in formazione specialistica che operano in Umbria, il dottor Luca Saccarelli. Si tratta di medici con almeno 6 anni di studi alle spalle, che hanno conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia, un’abilitazione professionale a seguito di un esame di Stato e che hanno sostenuto, superandoli, test di accesso alle varie scuole di specialità. Vengono retribuiti con una quota fissa di 22mila 700 euro lordi all’anno, cui si somma una quota variabile di 2mila 300 euro lordi l’anno. Il loro contratto prevede 38 ore di lavoro settimanali ma, hanno fatto notare ai membri della Commissione Sanità e Servizi sociali, vanno molto oltre, arrivando a coprire attività di guardia nelle notti o nei festivi, spesso in sostituzione del medico strutturato, senza poter accedere ad alcuna forma di remunerazione aggiuntiva. Al netto di 1600 euro mensili vanno poi tolte spese obbligatorie per: assicurazione professionale, iscrizione all’Albo e Federazione nazionale, iscrizione alla cassa previdenziale, iscrizione all’Università e pagamenti dei contributi previdenziali all’Inps.

Dopo aver ascoltato le ragioni dei medici specializzandi, la presidente della Commissione, Eleonora Pace, ha detto che il problema evidenziato va molto al di là della questione dei bonus e che sarà necessario ritornare sull’argomento, che non può essere esaurito con le risultanze di una semplice audizione.

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