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Cosa succede dal 3 nell’Umbria finalmente “bella e sicura”. Tracciamento, mascherine, spostamenti. E pronti per il «riaprite tutto»

2 Giugno 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Le regole, dai percorsi in auto e in moto agli assembramenti, ai possibili viaggi all’estero. In attesa dei centri estivi l’8 e del resto il 15. Il debutto dello slogan della Tesei per andare da subito a caccia di turisti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Cosa si può fare dal 3 giugno in Umbria? Che cosa si potrà fare dall’8? E cosa dal 15?

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Pronti per un rapido riassunto, tra decisioni prese, decisioni in corso d’opera e previsioni, magari qualcuna anche un po’ avventata.
Si parte allora dal 3. L’ultima ordinanza della governatrice Donatella Tesei ha dato il via ai centri benessere (bagno turco escluso perché il caldo umido non aiuta) e ai tirocini in presenza, oltre a una serie di riprese di microattività.
Ma il grosso da sapere è quello che viene dalle decisioni nazionali: quindi spostamenti tra regioni con la possibilità di mantenere un tracciamento. Che è poi la posizione prudente dell’Umbria fin dall’inizio tra il passaporto sanitario della Sardegna e l’improvvisa conversione al “teniamo chiuso ancora una settimana” della Toscana.
La precauzione che l’Umbria vuole applicare, e che finirà per essere quella scelta da tutti, è legata al vecchio decreto sulle seconde case. Possono essere raggiunte dai proprietari anche da fuori regione ma queste persone sono tenute a darne comunicazione. Se vale per le seconde case, tanto più facile per gli alberghi. La comunicazione permetterà di tenere in allerta le strutture territoriali per una prima risposta qualora fosse necessario, e, in caso di contagio, di risalire rapidamente a tutti i contatti. E questo per i 14 giorni successivi all’arrivo.
Il rischio c’è? Il rischio c’era anche nelle riaperture delle attività produttive e di bar e ristoranti ma non si è concretizzato in nulla visto che ormai sono giorni che in Umbria non ci sono contagi “interni” e negli ultimi giorni c’è un solo contagio di importazione.
È necessario però ricordare per evitare anche eventuali multe che l’Umbria ha deciso di non rendere obbligatoria la mascherina all’aperto, se non quando non è possibile mantenere il distanziamento sociale. Resta però obbligatoria al chiuso, come obbligatorio è il distanziamento sociale e il divieto di assembramento. Tradotto: c’è d’ora in avanti la possibilità di vedersi tra congiunti e amici o chiunque altro ma con 1 metro di distanza tra le persone. Il numero delle persone in una stessa stanza deve prevedere la possibilità di mantenere il metro di distanza tra le persone. Anche qui, per evitare contagi ma anche multe.

Da notare ancora: in moto può andare solo una persona, niente passeggero. Nella stessa auto le regole non sono precise, ma anche qui: la mascherina serve di sicuro, a norma di regolamento, se non si è un medesimo nucleo familiare.
Una riga per gli ombrelloni, che in Umbria non sono un gran problema. E comunque: intorno ad ogni ombrellone ci deve essere uno spazio pari a dieci metri quadrati per mantenere il distanziamento sociale.
Dove possono andare gli umbri? Dappertutto in Italia con queste stesse norme, anche se la Sardegna adesso promette bonus a chi arriva con il test sierologico.
Invece all’estero, al momento, si può andare solo in Francia (con l’autocertificazione), in Croazia se si ha l’albergo prenotato, in Albania, Serbia e Svezia senza problemi.

Dall’8 di giugno invece spazio ai centri estivi. Le Regioni si sono accordate per attivare i centri per i ragazzi con le medesime linee guida per quella data, l’Umbria non ha voluto accelerare.
Dal 15 invece si prevede il completamento delle riaperture. Sì a cinema e teatri, ma per i locali della musica, come le discoteche, le norme saranno particolarmente rigorose.
Sempre dal 15 giugno è prevista la riapertura delle principali nazioni europee, a partire dalla Germania ma con l’Austria che fa storie. Aperta anche la Grecia che dal 15 accetterà senza limitazione gli umbri ma non con le stesse condizioni i cittadini delle regioni del nord.

Due note a margine: chi potrà richiudere? Il Governo, sentita una speciale commissione con i rappresentanti delle Regioni. L’Umbria ha il proprio direttore generale Claudio Dario nella cabina di regia. E si spera che le sciocchezze finto scientifiche sull’indice di contagio Rt (una statistica automatica sulla percentuale di eventuali contagi, col risultato, assurdo sui piccoli numeri, che se hai zero contagi per settimane e ne arriva uno diventi regione pericolosa perchè c’è l’aumento del 100 per cento) e anche la storia del numero complessivo dei contagiati per abitanti – senza prendere in considerazione invece la capacità di arginare il fenomeno e di avviarlo a soluzione – dimostra che gli algoritmi ciechi e muti sono divinità ai quali dovrebbero inchinarsi solo i robot.
Seconda nota: è arrivato il primo servizio di Tv nazionale che conta i numeri veri e assoluti dell’Umbria che ha combattuto al meglio e come si doveva il contagio. E finalmente si è sentito – per bocca della presidente Tesei – l’annuncio che l’Umbria può vantarsi di essere regione “bella e sicura”, secondo quello slogan anticipato da Cityjournal, in maniera benaugurante, già da diverse settimane. Una regione dove il distanziamento sociale è naturale, come le sue bellezze. Già pronta a ospitare turisti con tutte le garanzie, per i turisti stessi e per gli umbri.

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