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Chiama il suocero e minaccia: «Ammazzo tua figlia». Arrestato

20 Giugno 2020

Scarcerato per motivi di salute, viola ripetutamente il divieto di avvicinamento alla moglie e la minaccia. Ora è a Capanne

PERUGIA – «Reiterati comportamenti intimidatori» a danno della moglie. Per questo, nei giorni scorsi, la Mobile di Perugia – diretta dal vicequestore Carmelo Alba – ha dato esecuzione al ripristino di un’ordinanza cautelare in carcere a carico di un 42enne di origini albanesi, ora a Capanne.

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Il provvedimento è stato adottato in seguito alle indagini condotte dagli uomini della 3^ Sezione (Reati contro la persona, su minori e sessuali) che hanno evidenziato «gravi condotte di violenza e minacce denunciate dalla vittima e commessi dall’uomo sin dal 2018». Già condannato a 2 anni di reclusione, l’uomo si era visto convertire la pena in Corte d’Appello, per motivi di salute, a un decisamente più leggero “divieto di avvicinamento al luogo di residenza e di lavoro della donna”.

Peccato che non sarebbe riuscito a rispettare neanche questo, stando a quanto denunciato dalla donna, sua connazionale, di undici anni più giovane. Minacce di morte, visite improvvise sul luogo di lavoro, pedinamenti. «Fino a scoprire -il racconto degli investigatori – l’attuale dimora riservata della donna rendendola facile bersaglio delle sue minacce di morte, degli insulti e delle offese anche intorno alla propria abitazione. La povera vittima, in preda ad un costante e quotidiano stato di ansia, avvalorato anche dal fatto che il suo aggressore riusciva a contattare anche la sua famiglia, residente in Albania, avvertendo il padre che l’avrebbe uccisa, riusciva trovare la forza di chiedere aiuto alla polizia denunciando i fatti».

#violenze #minacce#stalking #donne #carcere

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