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Calcio con colpo di scena: il Perugia è pronto a costruire il Nuovo Curi e ha presentato a Romizi il progetto

26 Giugno 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In una riunione riservata illustrate le linee dello stadio. Santopadre conterebbe sulla stessa cordata del Rigamonti di Brescia. L’impianto dovrebbe essere coperto e con aree commerciali. Niente soldi pubblici. A giorni la risposta

di Marco Brunacci

PERUGIA – Alla fine ecco servito il colpo di scena: non solo Massimiliano Santopadre non cede il Perugia, ma pone le basi per restare qui per un bel po’. Tutto gira intorno a una riunione molto riservata nella quale la dirigenza del Perugia ha rappresentato al sindaco Romizi e ad alcuni tecnici (della presenza di assessori al ramo non si sa, ma si immaginano presenti) un progetto di stadio che è molto di più di un generico impegno o un libretto dei sogni. Piuttosto qualcosa come un concreto piano operativo, capace di partire in tempi relativamente brevi, secondo alcune ovvie compatibilità.

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La riservatezza è stata garantita da tutti i partecipanti all’incontro, ma qualcosa si è riusciti a sapere. Come naturale, in questi casi, tutto è da verificare. Comunque: il Perugia e la sua dirigenza conterebbero sulla medesima cordata che sta lavorando sullo stadio Rigamonti di Brescia, quindi parliamo di grandi professionisti e di un impianto di serie A.
Si dice che il “Nuovo Curi” dovrebbe nascere sullo stesso sito, ma sarà interamente coperto, con le aree commerciali che, per tipologia e dislocamento, ricalcheranno più o meno quelle che si immaginavano nei mesi passati.
Come si sono lasciati i partecipanti alla riunione? Romizi e il suo team deve leggere le carte, con tecnici occhiuti capaci di verificarne i punti di forza ed eventuali carenze, prima di rivedersi e dare un decisivo via libera.
La palla ora è tutta nel campo del Comune. Anche perchè il Perugia e la cordata che si sta muovendo avrebbero assicurato che non ci sono oneri per il pubblico. Solo impegni per rendere possibile l’opera.
Niente soldi pubblici? Proprio nulla. Per il privato? E’ molto difficile quantificare l’impegno economico. C’è chi dice 40 milioni, ma potrebbero non bastare. Epperò si tratta di indiscrezioni senza un fondamento. Anche perchè tocca al Comune fare a sua volta delle richieste specifiche al privato.
Certo per l’amministrazione comunale l’occasione è ghiotta. Si tratta di sbloccare un dossier fermo da anni. Tenendo presente che sono molto urgenti alcuni interventi per rendere sicuro lo stadio in tutti i settori.

Come finirà? Un po’ di ottimismo serpeggia, qua e là. Ma il fulmine del progetto “nuovo stadio” è arrivato su un cielo così sereno e sgombro di nuvole che tutti sono un po’ interdetti. Il Perugia e l’amministrazione comunale si sono dati pochi giorni prima di rivedersi. Ci saranno di sicuro punti da approfondire, probabilmente modifiche da fare, questioni sulle quali intendersi meglio. Ma – dicono quei pochi che hanno potuto farsi un’idea seppur vaga – il confronto è su cose concrete. E dopo anni di discussioni inconcludenti, vorrei ma non posso, posso ma non voglio a queste condizioni, magari qualcosa inizia a filare per il verso giusto. E che il nuovo stadio sia un’urgenza nessuno può negarlo.
Se poi il Massimiliano Santopadre riesce a diventare il presidente del nuovo stadio dopo 40 e passa anni, c’è il rischio concreto che finisca per conquistare il cuore della città. Almeno di quella calciofila.

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