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«A Perugia il 20 giugno per la libertà di ieri e di oggi»

13 Giugno 2020

La Società generale di mutuo soccorso e una festa che vuole congiungere il Risorgimento e la lotta al nazifascimo con i casi Zaky e George Floyd

PERUGIA – Cosa rappresenta il 20 giugno per la città? A ricordarlo è la Società generale di mutuo soccorso di Perugia.

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«Il “XX Giugno 1859” perugino è uno dei pochi episodi di rivolta popolare avvenuto nel Risorgimento italiano. È probabile che quanto avvenuto a Perugia sarebbe finito dimenticato tra gli episodi di cronaca locale se testimone e vittima delle violenze non fosse stata la famiglia statunitense Perkins. Furono loro a scrivere al New York Times che raccontò ai suoi lettori statunitensi quanto era avvenuto nella lontana e sconosciuta Perugia. Articolo che ebbe risonanza internazionale, suscitò indignazione al punto che venne persino scritta una canzone del XX Giugno in inglese e indusse Cavour a trarre profitto da quanto era successo. Un filo internazionale che arriva al 20 giugno del 1944 con le truppe inglesi che entrarono in Perugia liberandola dal nazifascismo».

«Nell’invitare le perugine e i perugini a partecipare alle manifestazioni di XX Giugno Festa Grande 2020 li invitiamo anche a essere presenti il 20 giugno alle 10 alle celebrazioni ufficiali al monumento dedicato ai popolani vittime delle violenze e alla lapide ai partigiani fucilati – continua la Società generale di mutuo soccorso -. Di essere lì per rivolgere come sempre un pensiero grato e affettuoso ai nostri concittadini che hanno lottato per il loro diritto a essere liberi e per la nostra libertà».

L’associazione perugina invita i cittadini a «essere presenti anche per Patrick Zaky, studente egiziano all’università di Bologna impegnato per i diritti umani. È uno studente, di famiglia semplice, come tanti fuori sede che studiano anche a Perugia, arrestato da Al Sisi non possiamo permettere che faccia la stessa fine di Giulio Regeni. Di esserci idealmente in ginocchio per George Floyd, il nero americano morto soffocato sotto il ginocchio di un poliziotto. Per lui si sono mobilitati in tutto il mondo come a New York fecero per noi nel 1859. Proteste contro il razzismo in grandissima parte non violente alle quali i cittadini di Perugia non si possono idealmente non unire davanti al monumento della loro libertà nel nome del nonviolento Aldo Capitini e delle vittime inermi del 20 Giugno 1859».

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