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Perugia, un lucchetto contro la sosta selvaggia e i danni a Monteluce

19 Maggio 2020

Vanni Capoccia: «Finalmente, sono emozionato: ci sono voluti anni per una cosa di pochi euro»

PERUGIA – Ci si può emozionare di fronte a un lucchetto di poche euro? Sì, può succedere. È successo a me stamattina passando davanti alla chiesa di Monteluce vedendo un lucchettino che impediva di abbassare il paletto dissuasore della sosta selvaggia.

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Sarà l’età, ma mi sono commosso. Ho pensato agli anni che ci sono voluti per farlo mettere lì a protezione della bella piazza mattonata e di un segno che il secondo Novecento aveva lasciato a Perugia. Alle lettere spedite ai giornali di carta e on line. A quella scritta al vescovo ausiliare. Ai post su facebook. Alle foto pubblicate. Ai comunicati. Alle arrabbiature di fronte all’indifferenza dell’Amministrazione comunale, alla maleducazione e prepotenza dei parcheggiatori abusivi. Tante volte vedendo quello che subiva la piazza ho pensato di acquistare un lucchetto, metterlo lì e lasciare la chiave nella cassetta della posta della parrocchia. Ma non era giusto. La piazza non era mia. Io come cittadino avevo il dovere di protestare e denunciare quello che vedevo.

Dovere di mettere quel lucchettino era del Comune di Perugia e della parrocchia di Monteluce. Ora è avvenuto. I danni subiti dalla piazza sono evidenti, ma se il lucchettino rimarrà a svolgere il suo lavoro almeno non aumenteranno. Consapevole che un lucchetto, come una rondine, non fa primavera e che bisognerà continuare a essere vigili voglio dire grazie al parroco don Nicola, ai giornali e ai giornalisti che hanno fatto sapere, alla Società di Mutuo Soccorso che ha fatto suo l’impegno a favore di questa e delle altre piazze e strade mattonate di Perugia, agli amici di Sosta Selvaggia e a quelli che non mi hanno fatto sentire solo.

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