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L’Umbria riparte il 18 con il 90% delle attività produttive, ma senza sapere ancora cosa vuol fare il Governo con le norme Inail

15 Maggio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il premier Conte alla fine dell’incontro con i Governatori si è riservato (una volta ancora) di decidere. Saranno 4 o 2 i metri tra i tavoli dei ristoranti? Resta il noioso thrilling di maggio, ma negozianti, commercianti e artigiani sfiniti si preparano finalmente a ripartire

di Marco Brunacci

PERUGIA – Le indicazioni dell’Inail sono prescrittive o invece solo indicative per i negozi come per gli artigiani che devono riaprire le loro attività lunedì? I famosi 4 metri sono 4 o una distanza sufficiente tra i tavolo o ne bastano 2 (come dicono le linee guida regionali) per evitare il diffondersi dei droplets contagiosi? Quanto deve essere lungo il bancone di un bar per poter prendere un caffè senza essere multato?

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Alla fine tanto tuonò che non piovve. Il Governo, nell’incontro di questa mattina con i Governatori, doveva di fatto sciogliere un nodo, con un sì o con un no, avendo deciso su tutto il resto in una lunghissima gestazione delle riaperture che è cominciata il 14 aprile e che forse terminerà con un parto, un po’ mostruoso, che inizia lunedì e finisce i primi giorni di giugno (il 3 sarebbero previsti gli spostamenti tra Regioni).
Niente. Non ha deciso. Lo farà? Le disposizioni dell’Inail sono ancora lì, alte e minacciose sulla testa di tutti coloro che da lunedì vogliono riaprire l’attività.
Comunque, lo stato dell’arte è questo: non appena il Governo si decide, trova il modo di fare l’ennesimo Dpcm (quello che evidentemente gli costa di più), l’Umbria firma la sua ordinanza, che è già pronta (come da frontespizio che potete vedere). Se le regole dell’Inail sono tassative, i ristoranti umbri per riaprire rispetteranno i 4 metri. Altrimenti due metri, come buon senso (e linee guida regionali) vorrebbe.
Previsioni su quando arriverà il Dpcm? E chi lo sa? Ragionevolmente tra stasera e domattina. Ma non c’è mica da fidarsi. Magari Conte vuol fare un passaggio in prima serata Tv sabato sera. O magari aspetta, da star bizzosa, direttamente domenica.

Quello che è certo che l’Umbria il suo 90% delle attività produttive lo fa ripartire. Con lo sport, ma senza i centri estetici (che partono il 25). Senza gli ambulanti, previsti per giugno, senza gli agriturismo, anche qui probabilmente chiusi fino a inizio giugno. Le palestre? Il 25. Le piscine? Forse il 25, ma si deve vedere.
E via con la nuova fase di questa interminabile crisi che è ancora in un momento delicato.
Ps. Il gruppo del Pd e quello del Movimento 5 stelle hanno presentato una nuova interrogazione nella quale stigmatizzano il comportamento della giunta regionale che non avrebbe presentato le sue linee guida per le riaperture. Ma deve esserci un equivoco. City journal ne aveva fatto ampio riferimento prima della fine di aprile, quando le linee guida erano state approvate e inoltrate secondo norme vigenti. Ora le ripubblichiamo (sono del 30 aprile) per fare cosa utile a tutti i gruppi in consiglio regionale. Anche i più distratti.

#coronavirus #umbria #covid19 #fase2 #ripartire #riaperture #ordinanza #regione #marcobrunacci #polepolitik

per approfondire:

Il piano di riapertura delle attività

La lettera di Bonaccini a Boccia

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