Advertisement

In centinaia al rave party, e per tutti scatta il divieto di ritorno nel comune umbro

14 Maggio 2020

Oltre 200 ragazzi provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna molti dei quali con precedenti, anche penali

GIOVE (Terni) – Nel finesettimana del 22 e 23 febbraio, in diverse centinaia, giunti da tutta Italia, si erano accampati abusivamente nell’area di un capannone in disuso, in località Iana alle porte del Comune di Giove, con l’intenzione di proseguire il rave party fino al successivo martedì grasso che concludeva il Carnevale; ma lunedì 24 febbraio il Questore aveva disposto l’interruzione della iniziativa illecita e lo sgombero dell’area occupata.

Advertisement

Le operazioni di sgombero, durate diverse ore con impiego di un centinaio di operatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri, si erano concluse con l’identificazione e la denuncia di tutti i partecipanti ancora presenti, circa 400 persone, e con l’individuazione dei 15 organizzatori, nei confronti dei quali era stato disposto l’allontanamento con foglio di via obbligatorio ed il sequestro dei materiali utilizzati.

La divisione Anticrimine della questura, diretta da Roberto Caffio, ha in questi giorni adottato il divieto di ritorno nel comune di Giove per oltre 200 persone, per lo più giovani in gran parte residenti nelle regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, «tutti con precedenti penali ed abituali frequentatori di rave party. I provvedimenti disposti dal Questore di Terni mirano ad assicurare il massimo livello di prevenzione, scongiurando il rischio che possano ripetersi analoghe iniziative di massa in un comune che soltanto il 3 maggio scorso era ancora dichiarato “zona rossa” in relazione all’emergenza sanitaria da coronavirus», scrive la questura in una nota.

#zonarossa #covid19 #rave #raveparty

Advertisement