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Economia e coronavirus: «Subito un contributo regionale per turismo e pubblici esercizi»

11 Maggio 2020

Per Bianconi (Misto): l’Umbria deve ripartire dal lavoro

PERUGIA – «La filiera del turismo è il comparto che pagherà il prezzo più alto fino ad aprile 2021. Se vogliamo che torni a contribuire, con il suo indotto diffuso, alla costruzione di benessere per tutta la comunità umbra, bisogna sostenerlo adesso».

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Lo sostiene in una nota dell’Acs, il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (gruppo Misto), evidenziando che «le piccole e medie imprese rappresentano il motore della nostra economia e l’ultimo baluardo prima della povertà. Se non saremo in grado di salvarne un numero importante, se la disoccupazione si dovesse avvicinare a quota 25 percento, come qualche economista stima, il sistema rischia di non avere più le risorse necessarie per sostenere le fasce più deboli della nostra comunità». «Il nostro sistema sociale – sottolinea il consigliere regionale – si regge alla fine sul lavoro, e se non salviamo prima il lavoro, non potremmo poi salvare tutto il resto. E’ il tempo di agire, è il tempo della concretezza e della lungimiranza. Occorre definire le risorse disponibili, costruire un progetto strategico generale ed azioni settoriali puntuali capaci di generare ricadute differenziate nel breve medio e lungo periodo. L’obbiettivo dell’impiego delle risorse pubbliche destinate all’economia, in una crisi come questa, deve essere uno: generare la più alta ricaduta economico sociale possibile per la nostra comunità».

Bianconi parte dalle proiezioni sul comparto turistico umbro per il 2021, rilevando che per pubblici esercizi, alberghi ed altri soggetti della filiera (circa 3.000 aziende nella regione), il costo personale è la voce che più appesantisce i bilanci e, «in uno scenario così imprevedibile dal punto di vista dei fatturati, potrebbe essere questa la voce fatale. Le imprese – osserva il consigliere regionale – ne sono consapevoli, ma sanno anche che il capitale umano, costruito in anni di investimento, rappresenta un valore identitario e competitivo fondamentale, da non disperdere. Tenere una squadra di lavoro ferma per un anno può significare per molti non avere più un team, anche da qui nasce l’esigenza per alcuni di tentare di riaprire a scapito dei rischi che comunque ci sarebbero anche restando chiusi».

Vincenzo Bianconi ricorda che del settore turistico fanno parte anche agenzie di viaggio e tour operator, guide ed accompagnatori. Ma anche altri «stanno pagando un duro prezzo», come i trasporti privati alle persone via terra ed acqua, le attività creative, artistiche e di intrattenimento, i gestori di musei, monumenti e biblioteche, le attività ricreative, di divertimento e sportive. Dai dati raccolti risulterebbe che «per alcuni comparti ci sarà una propensione media all’apertura nei prossimi 12 mesi, non superiore a 4 mesi. Per altri comparti ci sarà invece una diminuzione di circa il 50 percento dei lavoratori attivi in funzioni operative, per alcuni addirittura l’azzeramento dell’attività». Alla luce di questa situazione, Vincenzo Bianconi propone dunque l’istituzione di «un voucher occupazionale di 1000 euro al mese per ULA (unità lavorativa attiva, sia essa stagionale che a tempo indeterminato), per facilitare la ripartenza di tutta la filiera del turismo, allungarne il periodo di offerta ed il numero dei lavoratori in servizio attivo. Si tratterebbe – spiega – di un contributo mirato ad abbattere l’incidenza del cuneo fiscale generato alla fine di ogni mese, dai lavoratori effettivamente in servizio. Questa misura dovrebbe avere una durata di 12 mesi, e dovrebbe essere attivata prima possibile. Ogni azienda potrà beneficiare di un contributo per lavoratore, pari alla media annuale addetti per codice Ateco definita nell’ultimo rapporto INPS disponibile».

Il consigliere regionale, l’impatto economico e sociale del provvedimento sarebbe importante: «Ipotizzando un costo medio addetto per mese lordo (incluso contributi) di 2.600 euro, un contributo di 1000 euro sul cuneo fiscale equivarrebbe al 38 percento del costo totale. Verrebbe così sostenuto chi ha il coraggio di investire da subito il proprio denaro, contribuendo così alla ripartenza di un circuito virtuoso per l’economia locale. E l’investimento sulla filiera del turismo fatto oggi avrà una ricaduta positiva diffusa a partire dalla prossima primavera». Bianconi conclude rimarcando che «il turismo pesa mediamente il 13 percento del PIL, per ogni euro lasciato da un turista per dormire, se ne attivano 4 sul territorio. Sarebbe veramente poco lungimirante non sostenere con azioni concrete questo comparto oggi in Umbria. Esso rappresenta uno dei più importanti driver sul quale puntare nel futuro per rilanciare la nostra economia regionale».

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