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Covid e rilancio, da Trevi l’allarme: «Il settore dell’olio fuori dagli aiuti»

26 Maggio 2020

La denuncia del sindaco: «Chi aiuterà gli eroi del paesaggio e della nostra economia?»

TREVI (Perugia) – «In questo periodo di pesante crisi non è stato concesso nemmeno un aiuto al settore della coltivazione degli ulivi e conseguente produzione dell’EVO, al contrario del vino». A lanciare l’accusa è Bernardino Sperandio, sindaco di una delle città simbolo della produzione di olio: Trevi.

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«Della coltivazione degli ulivi e conseguente produzione dell’EVO ci si ricorda ogni tanto – ha commentato il primo cittadino -, quando si ha bisogno di mostrare le eccellenze del nostro paesaggio oppure della qualità del nostro olio, o ancora del valore simbolico legato alla pace e ai valori dell’umanità quando si accendono con cerimonie le lampade ad olio. Nella solita generale e colpevole distrazione delle istituzioni, gli agricoltori della Fascia olivata Assisi- Spoleto, con la loro “eroica” azione, continuano a produrre un ottimo e salutare olio e a  difendere i valori identitari della nostra regione».

Ancora il primo cittadino: «Forse qualcuno avrà notato che in piena emergenza Covid-19 negli oliveti della fascia olivata si sta lavorando molto. Agli attenti osservatori del paesaggio olivato non sarà sfuggito il risanamento in atto di molti oliveti da anni abbandonati e ridotti in pericolosa sterpaglia. Un segno di speranza è vedere ettari di oliveti nella zona di Campello, Trevi, Foligno e Spello tolti al bosco che è sempre in agguato per riprendersi i suoi spazi, nella continua lotta fra paesaggio e ambiente».

«Tutto questo – prosegue Sperandio – grazie alla tenacia e passione degli agricoltori e alla nuova sensibilità di alcuni che hanno permesso di disporre di fondi per iniziare una inversione del processo di abbandono degli oliveti. Per questo un sentito ringraziamento al GAL Valle Umbra Sud che ha messo a disposizione dei fondi per il risanamento dei muretti storici e degli uliveti del territorio. Un’azione che mi auguro possa ancora continuare con nuove e cospicue risorse. La fascia olivata Assisi-Spoleto ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali (paesaggio alimentare FAO e paesaggio storico rurale nazionale per MPAF ) che non possono essere ignorati dalla nostra Regione che mi auguro sosterrà questo unico e pregevole territorio al pari  di ciò che è stato fatto per le Aree Interne o per l’ITI del Trasimeno. Richiesta in tal senso è stata già formalmente espressa dai sei comuni della Fascia Olivata Assisi- Spoleto per il prossimo QSR 2020-2027, ma ad oggi non recepita».

«Si chiede inoltre – conclude – che i fondi della PAC siano concessi solo a coloro che rispettano i regolamenti e non siano solo occasione di mera rendita. Le rendite non sono utili allo sviluppo ma servono solo sempre a mantenere lo status quo. Dobbiamo assolutamente aiutare gli eroi del paesaggio e della nostra economia, quella vera non quella globalizzata dettata dalla discutibile qualità e dalle abnormi quantità che distruggono la nostra biodiversità. Ci dobbiamo difendere dal dilagare delle colture intensive volute e pretese dai soliti noti con l’avallo di alcune confederazioni sindacali. I colori del gonfalone dell’Umbria sono il verde degli olivi, difendiamolo e valorizziamolo».

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