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Ceri di Gubbio, niente festa ma «il covid non ferma la passione»

15 Maggio 2020

Presidente Assemblea legislativa, Squarta: «Sono il simbolo della nostra Umbria»

di Marco Squarta*

UMBRIA – In questo strano 15 maggio con la Piazza Grande vuota esprimo vicinanza alla comunità di Gubbio in quanto la Corsa dei Ceri rappresenta per la comunità dell’Umbria uno straordinario patrimonio di valori in termini di fede, passione, radici, tradizione e devozione.

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I Ceri animano lo spirito di fratellanza e di solidarietà della città di Gubbio che ogni 15 maggio si apre al mondo per ricordare la propria grandezza. Dal 1.160 è la prima volta che la festa di piazza non viene celebrata, esclusi i motivi bellici. Quest’anno le emozioni forti e indescrivibili della corsa sono state impedite a causa del Covid, sono convinto che la condivisione e l’amicizia torneranno ancora più forti il prossimo anno quando l’Umbria tornerà a stringersi attorno al Patrono Sant’Ubaldo, a San Giorgio e a Sant’Antonio. Sarà, come sempre, determinante la collaborazione del Comune, della Diocesi, dell’Università dei Muratori, l’associazione Maggio eugubino e delle famiglie dei Ceraioli, tutti alle prese quest’anno in un impegno se vogliamo perfino maggiore rispetto a quello sempre dimostrato.

Per comprendere l’importanza dei Ceri per la nostra Umbria è utile ricordare che dal 1973 gli stessi rappresentano il simbolo della Regione, stilizzati nel gonfalone e nella bandiera ufficiale. Per tutti noi rinunciare all’edizione 2020 della Festa dei Ceri è stata una ragione di tristezza e di amarezza. Gubbio, come sempre, saprà trovare la forza di guardare avanti.

*Presidente Assemblea legislativa Umbria, riceviamo e pubblichiamo
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