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A Castel del Piano l’asilo nido non riapre: «genitori furiosi»

14 Maggio 2020

«Come a Madonna Alta, stessa storia. Azione sciatta e dannosa». Interrogazione a firma Bistocchi e Zuccherini (Pd) al Comune

PERUGIA – «L’improvvisa e repentina comunicazione di chiusura dell’asilo nido comunale Peter Pan» di Castel del Piano ha lasciato di sasso molti. Senza dubbio quei genitori che mesi fa, nonostante «le rassicurazioni dell’amministrazione comunale sulla riapertura», inizialmente prevista per settembre 2020, si sono fatti sentire con «proteste, lettere, richieste di incontro del Comitato di Gestione degli Asili Nido Peter Pan di Castel del Piano/Cinque Granelli di San Sisto, a fronte di una situazione rimasta preoccupantemente invariata nel corso dei mesi e di interventi al Nido di Castel del Piano che dovevano essere già terminati quando invece non erano neanche stati iniziati».

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«I lavori iniziati a fine febbraio con grande ritardo – ricostruiscono Sarah Bistocchi e Francesco Zuccherini, capogruppo e consigliere Pd in Consiglio comunale: loro i virgolettati – vengono presto stoppati a causa dell’emergenza Covid-19, e quando è possibile riprenderli, il 4 maggio, data di riapertura dei cantieri pubblici, l’Ufficio Asili Nido del Comune di Perugia contatta telefonicamente tutti i genitori che entro il 28 marzo 2020 avevano iscritto o confermato l’iscrizione del/lla proprio/a figlio/a all’Asilo Nido Peter Pan di Castel del Piano, chiedendo di indicare un’altra scelta, poiché l’Asilo Peter Pan non avrebbe riaperto, e comunicando quindi di fatto la chiusura del Nido».

Per questo, i dem stamattina hanno presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere i «motivi che spingono il Comune di Perugia a tenere chiuso per due anni un Nido d’infanzia, il Peter Pan, che è l’unico esistente su tutto il territorio di Castel del Piano, Strozzacapponi, Capanne, Bagnaia, San Martino in Colle e in Campo, Mugnano e Fontignano, e che raccoglie quindi la popolazione di questo vasto bacino d’utenza, considerato, peraltro, che con questa azione, sciatta ma anche dannosa, si è lasciata scoperta una fascia a dir poco delicata come quella dei 3-36 mesi, ancor più in questa fase pandemica».

«Lo stato attuale dei Nidi comunali – si legge sempre nella nota a firma Bistocchi e Zuccherini – lascia trasparire un senso di precarietà diffuso ed una politica di tagli alle strutture e agli organici che appare in netto contrasto con il ruolo fondamentale indicato per le “Politiche familiari” dalle Linee Programmatiche di Mandato 2019-2024 presentate dal Sindaco Romizi ad inizio mandato. I plessi di Castel del Piano e di Madonna Alta sono stati chiusi ormai mesi fa per ristrutturazione fino a data da destinarsi: nel frattempo le educatrici in forza ai due nidi sono state trasferite ad altre strutture, e non sono stati inseriti nuovi iscritti».

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