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Verso un 25 aprile «diverso da tutti gli altri. Sia occasione di rinascita del Paese»

24 Aprile 2020

Bendini, segretario Uil Umbria: «Ereditiamo la memoria degli anziani che ci stanno lasciando»

UMBRIA – «Questo 25 Aprile sarà diverso da tutti gli altri. La pandemia in cui siamo coinvolti ci costringe ad abbandonare le piazze, ma non certo a dimenticare il significato di questa giornata, affinché le persone rimangano unite attorno ai principi della democrazia, della convivenza civile, dell’antifascismo, della Resistenza, della Costituzione e di un rinnovato orgoglio nazionale orientato alla rinascita economica, sociale, morale e culturale del Paese. Un Paese in cui i cittadini tornino a essere protagonisti del loro destino, dove imprenditori e lavoratori siano al centro della produzione della ricchezza e del benessere dei cittadini, e la finanza torni al posto che le spetta, lasciando alla buona politica e agli Stati il compito di regolare i destini dei cittadini». Queste le riflessioni del segretario generale della Uil Umbria Claudio Bendini, alla vigilia del 75esimo anniversario della Liberazione d’Italia.

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«Oggi, dopo 75 anni – prosegue Bendini –, siamo chiamati a una nuova resistenza e a una nuova solidarietà di popolo. Dobbiamo combattere contro un nemico che si differenzia da quelli del passato perché il Covid-19 non fa distinzioni di razza, genere o religione, e in questo senso è malvagiamente ‘democratico’. È più vigoroso verso i deboli, che sono gli stessi nonni e bisnonni detentori della memoria storica nazionale. È così sfuggente che riesce a insinuarsi silenzioso in quelle persone testimonianza vivente di anni di oppressione, paura e dittatura ma anche della rinascita di un Paese e di un popolo. Così facendo, lascia a noi l’arduo compito di ereditare la loro memoria. Con queste persone se ne va un pezzo della nostra storia. Per questo, oggi più che mai, ricordare e celebrare il 25 aprile assume un significato ancora più forte».

«Ogni crisi – ricorda il segretario Uil – può essere occasione per una ripresa importante, ce lo insegna la storia e abbiamo già dimostrato di saperlo fare, con coscienza e consapevolezza. Rispetto al passato cambiano gli scenari: gli ospedali hanno preso il posto delle trincee; medici, infermieri, volontari della protezione civile e persino coloro che fanno i lavori più umili, come i migranti impiegati nelle campagne, hanno sostituito soldati e partigiani, aiutandoci ad andare avanti in queste giornate allucinanti. Sono cambiati gli scenari e i protagonisti, non la sostanza delle cose».

«Una cosa è certa – conclude Bendini –. Fra qualche anno, quando il Covid-19 sarà solo un triste ricordo, le persone potranno sì pensare di essersi liberate del virus invasore, ma dovranno sempre tenere a mente che sono libere dal 1945 e che la libertà e la democrazia hanno bisogno di una manutenzione costante e vigorosa se vogliono mantenere e migliorare le conquiste che i cittadini hanno ottenuto dal dopoguerra. Conquiste che sono messe in discussione dalla finanza, dalla globalizzazione, dalla partecipazione sempre più passiva dei cittadini al governo delle istituzioni, locali, nazionali e internazionali. L’Unione europea ha una straordinaria occasione per esaltare il suo ruolo e diventare l’Europa dei popoli, in condizioni di competere con le regioni economicamente e socialmente più importanti del mondo».

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