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«Riformare il sistema della formazione professionale»: 5 interventi, 7 obiettivi ambiziosi, un’unica proposta

17 Aprile 2020

Quella del consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria): «Elaborata a partire dai bisogni e da quanto già sperimentato in questi anni dai principali centri di formazione IeFP della regione»

UMBRIA – Una riforma del sistema della #formazione #professionale in Umbria, disciplinato dalla legge regionale n.30 del 2013, per conformarsi «alle modifiche delle leggi nazionali e ai cambiamenti ora in atto» su questo fronte. È quanto suggerisce il consigliere Andre Fora (Patto civico per l’Umbria) nella sua prima proposta di legge, elaborata «a partire dai bisogni e dalle evidenze di quanto già sperimentato in questi anni da parte dei principali centri di formazione IeFP della nostra Regione e che furono sottoposte all’attenzione dei candidati di tutti gli schieramenti politici anche alle recenti elezioni regionali».

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Il testo prevede 5 articoli che operano diverse modifiche alla legge 30 e, spiega Fora, «al momento non si prevedono ulteriori oneri a carico del bilancio regionale se non una norma che permette dal prossimo anno (ovviamente emendabile e quindi si potrebbe anche anticipare al 2020) una quantificazione con la legge di #bilancio di un fondo che faciliti il superamento della logica di bandi annuali e renda più snelle le procedure e i relativi adempimenti». Sette, gli obiettivi che il consigliere regionale si prefigge di raggiungere con questa riforma «Obiettivi che da anni venivano segnalati all’attenzione del Consiglio Regionale», spiega. Eccoli

  1. Una piena attivazione dei percorsi di #IeFP secondo la normativa nazionale sia in modalità ordinaria che con il Sistema Duale, con l’introduzione a regime del 4° anno;
  2. Uno strumento di accreditamento specifico per le #AgenzieDiFormazione che operano nella formazione iniziale, ed in particolare nella fascia dell’obbligo scolastico, secondo criteri stringenti sulla qualità dell’#offertaFormativa tenuto conto della responsabilità educative che essa comporta, trattandosi di soggetti minorenni mediante una disciplina specifica adottata dalla Giunta Regionale con proprio atto e di cui la proposta di legge individua dei criteri lasciando poi all’esecutivo la normativa di dettaglio;
  3. Una programmazione di corsi di formazione professionale post diploma legata sempre più ai bisogni reali dei territori e delle imprese anche mediante l’istituzione di una “Conferenza”composta dalla Regione stessa e rappresentanti degli Istituti professionali, dell’Ufficio scolastico regionale e degli organismi di formazione professionale accreditati;
  4. Una incisiva azione di politiche di orientamento elaborate in seno alla Conferenza stessa e in accordo con l’USR, per evidenziare la qualità dei percorsi di IeFP con la loro specificità tesa ad imparare lavorando;
  5. Una particolare attenzione ai drop-out ed ai soggetti a rischio di dispersione o di emarginazione culturale e sociale che fino ad oggi ha consentito alla Regione Umbria di poter vantare il primato nazionale del minor tasso di dispersione scolastica;
  6. Con la previsione della possibilità di inserire risorse proprie del bilancio regionale, come ricordato sopra, o di altre misure nazionali ministeriali si riuscirà a superare nel medio periodo la logica dei Bandi annuali, con il riconoscimento della stabilità dei CFP e della loro offerta formativa, consentendo così una programmazione;
  7. Una migliore pianificazione dei corsi secondo i tempi del calendario scolastico grazie sempre alla previsione di poter integrare le risorse che già storicamente erano individuate con il vecchio testo della legge 30/2013;Ritengo che si possa ulteriormente migliorare quanto presentato ma ciò che più è importante è che il Consiglio Regionale vari quanto prima la riforma del sistema della formazione professionale anche in considerazione delle problematiche che si dovranno affrontare con il prossimo anno educativo 2020/2021 a causa della incerta situazione del sistema scuola, della possibilità o meno di lezioni frontali, della scelta (ovviamente ragionevole e giusta visto quanto successo) di una valutazione minimamente sufficiente per ogni ragazzo/a e quindi la possibilità per tutti garantita di accedere all’anno successivo.

«La proposta depositata – conclude Fora – è aperta al contributo migliorativo di quanti volessero approfondire nel dettaglio ogni aspetto, e proprio per questo la settimana scorsa ho inviato una lettera a tutti i capigruppo del consiglio regionale sottoponendola alla loro attenzione ed eventuale sottoscrizione, perchè il sistema della formazione professionale non ha bisogno di bandierine partitiche ma di risposte unitarie per soddisfare sempre più e sempre meglio l’esigenza di tante ragazze e tanti ragazzi del nostro territorio e del sistema delle imprese locali».

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