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Questa sera finisce Harry Potter in tv. Cosa si fa dopo? Intanto guardiamolo (di nuovo)

7 Aprile 2020

VISTI (A CASA) DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | L’ultima puntata della saga su Mediaset

di Vittoria Epicoco

Questa quarantena, e la scelta di Mediaset di regalarci l’intera saga di Harry Potter, ci garantisce la fortuna di poter vedere i due episodi praticamente in successione (le 24h di pausa sono per permettere a tutti di riprendersi dalla crudele morte di Dobby, lo sappiamo).

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Pensate a quando si dovette aspettare un anno quasi per vedere trasposto cinematograficamente un libro di cui già si conoscevano le sorti, ma sul quale si poteva solo far viaggiare l’immaginazione per sapere come Yates avrebbe tradotto sul grande schermo uno script già tutto pronto. E dunque, anche stasera su Italia 1 alle 21.25, il film conclusivo della saga, quello che ci fa dire “Stasera finisce anche Harry Potter, cosa mi rimane da fare dopo?”.

Siamo rimasti alla morte del fedele Dobby, che nonostante la tragicità dell’evento che si trova a vivere, riesce a trovare il lato più positivo, definendosi felice: “un bellissimo posto per stare con gli amici, Dobby è felice di stare con il suo amico Harry Potter” (nel libro l’elfo non pronuncia queste parole, perciò grazie Yates, grazie d’averci fatto versare più lacrime del dovuto).
Sul versante opposto, d’altronde, c’è quel teppistello di Voldemort che ha deliberatamente deciso di profanare la tomba di Silente, per sottrargli la bacchetta di Sambuco (che abbiamo imparato essere uno dei famosi doni della morte).

Cosa accade a questo punto?

Nel frattempo di tutto questo marasma, Severus Piton (alias Renato Zero perché ormai è lui, mentre gli altri diranno Photoshop), è diventato preside di Hogwarts.
Harry, con i soliti amici, continua la ricerca e la conseguente distruzione degli horcrux, fino a che non si arriva all’inizio della guerra.

(Quasi) tutti sappiamo come va a finire, ma perché dirlo ugualmente? La suspense è bella anche quando le sorti si conoscono.

Essendoci sempre David Yates in cabina di regia, le note stilistiche rimangono le medesime, sia per quanto riguarda i toni freddi e fumosi del “grigio Harry Potter”, sia per quel che concerne effetti speciali e trucco.

A tal proposito, teniamo a sottolineare quanto l’intento sia stato quello di sfruttare il meno possibile il digitale – laddove non strettamente necessario – a favore di un più accorgimento per il trucco realizzato a regola d’arte. Si è riuscito ad avvicinare a tal punto le due sfere (effetti speciali e trucco), che difficilmente se ne riesce a percepire la differenza.

Per la scena dei sette Potter, ad esempio, nella parte I del capitolo, la scelta è stata quella di ingaggiare diverse controfigure e sottoporle a sedute di trucco talmente elaborato, da aver avuto il risultato di cui avete potuto godere guardando il film; o ancora, anche quando Harry viene sfigurato da Hermione, per non renderlo riconoscibile ai Ghermidori, la tecnica è stata quella di riprodurre in scala alcuni modelli del volto di Radcliffe, per la creazione del volto finale deformato.
Dirlo ora anziché ieri è stata una scelta mirata e attenta verso coloro i quali non avessero ancora visto la saga (abbiamo già espresso il nostro giudizio verso queste persone…).

Insomma, la saga di Harry Potter non è solamente un regalo ai milioni di fan che J.K. Rowling si è guadagnata con i suoi sette romanzi, ma è anche un esperimento cinematografico ottimamente riuscito, prodotto di una certa qualità, anche sottoposto agli studenti delle arti cinematografiche, e anche se si percepisce una certa elettricità per la sera che viene, di certo non mancherà un po’ di malinconia sapendo che lunedì e martedì prossimo l’appuntamento con Potter non ci sarà.

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