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«Mi avete restituito la mia mamma»: la commovente lettera del figlio di un ospite di Casa Serena

23 Aprile 2020

Nessun positivo tra i 37 ospiti e i 35 operatori della struttura di Magione

MAGIONE (Perugia) – Nessun caso positivo nella casa di riposo Zeffirino Rinaldi di Magione come evidenziato dai risultati dei tamponi faringei a cui sono stati sottoposti i  37 ospiti e i 35 operatori che lavorano nella struttura posta nel centro storico di Magione accreditata presso il Servizio sanitario regionale.

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«Siamo veramente soddisfatti di questo risultato – spiega Sergio Brozzi consigliere della Fondazione omonima che la gestisce – soprattutto perché accogliendo persone anziane il rischio era molto alto. Fin dai primi segnali dell’emergenza coronavirus dal 5 marzo per prima cosa abbiamo vietato le visite di parenti e amici limitazione che vige ancora. Nessun fornitore è più entrato dentro l’edificio. Il materiale viene lasciato all’esterno e poi, con molte precauzioni, portato nei luoghi deputati. Tutto il personale, al suo ingresso, si cambia completamente in un ambiente apposito dove viene fatta la sanificazione e lo stesso al momento in cui esce».

«Naturalmente – prosegue – abbiamo anche da subito attivato uno stretto collegamento con tutti i familiari perché il rapporto con le persone esterne è, per chi vive qui, fondamentale. Parenti e ospiti si sentono quotidianamente sia con semplici telefonate e, laddove possibile, con videochiamate. Comunque il personale è sempre  a disposizione per dare tutte le informazioni e per rassicurare sulle condizioni del proprio parente».

Nulla è cambiato anche per quello che riguarda le attività con il medico di medicina generale che fa i suoi controlli saltuari, il direttore sanitario due volte a settimana e poi la geriatra, la fisioterapista e anche le attività ludiche no si sono fermate. «Abbiamo dovuto interrompere la musicoterapia perché si tratta di una persona esterna che opera anche in altre strutture e non abbiamo ritenuto opportuno correre dei rischi».

«Ci dispiace – aggiunge Brozzi – che abbiamo dovuto interrompere, a causa di questa epidemia, i lavori nel nostro giardino. Con l’estate imminente avrebbe permesso di poter godere di uno spazio esterno fatto di aiuole, sentieri alberi dove fare anche una piccola attività di giardinaggio. È stato già realizzato il sistema di irrigazione, disegnati i sentieri e le quote per le piante. Speriamo di poter riprendere presto i lavori e portarli a termine».

La lettera

Una gestione che trova l’apprezzamento anche dei familiari che ringraziano spesso anche con lettere come l’ultima arrivata inviata dal figlio di un ospite che ha commosso profondamente tutti gli operatori. «Durante questo periodo – scrive –, non posso vedere mia madre ma ci avete dato la possibilità di fare le videochiamata con i familiari ed alcuni operatori ci hanno dato il proprio numero personale per mandargli foto di noi e per fare qualche videochiamata in più .. non mi sono mai sentito abbandonato e non c’è stato un attimo in cui mia madre, seppur con il suo carattere alle volte “rustico”, non sia stata senza assistenza primaria, senza il suo yogurtino o il suo thè pomeridiano. Ora con la mamma ci parlo tantissimo di tutto, da come gestire la mia piccola, alla mostra di Raffaello, al momento politico attuale fino alla preparazione dell’arrosto di Pasqua. Inoltre, parliamo di me quando ero piccolo e di cose mai condivise. Questo per dire che voi mi avete ridato la mia mamma in tutta la sua “bellezza”. Quindi se i risultati dei tamponi fossero andati in maniera opposta, anche se non subito, lo stesso avrei difeso il vostro operato. Vorrei che in tanti, quando si parla di Rsa sappiano che nella mia meravigliosa regione sappiamo assistere le persone. Oggi per me siete “eroi” ma prima e dopo questa emergenza siete e sarete molto di più ovvero, persone per bene».

#covid #coronavirus #casaserena #anziani

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