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Come fare a prendere i soldi lanciati dall’helycopter money della Regione Umbria? Ecco il tutorial

22 Aprile 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il pacchetto da 81 milioni in tre tranche. Contributi a fondo perduto per le piccole imprese, anche commerciali e turistiche, ma, secondo indiscrezioni, arriveranno pure 350-400mila euro per l’editoria locale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Su, rubiamo il mestiere a digital man, l’assessore allo sviluppo economico e all’innovazione, Michele Fioroni, e facciamo il tutorial. Tema: come si fa ad avere i soldi che la Regione Umbria ha messo sul piccolo elicottero che poteva permettersi e ha intenzione di far piovere sul mondo produttivo regionale in pieno choc coronavirus.

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Premessa

Prima di partire col tutorial, la parola alla presidente Tesei; abbiamo fatto i salti mortali – ha detto nella sostanza, davanti a tutta la Giunta regionale, generali con le medaglie in parata, insieme a sherpa timorosi che le linee non fossero rispettate – pensavamo di poter superare appena i 50 milioni, invece siamo riusciti a metterne insieme 80 e passa. Come dire: un bel colpo. Se si aggiunge che qui non c’è finanza creativa, niente Conte-promesse, solo soldi portati a destinazione. Se si aggiunge ancora che ci sono anche i soldi del Psr (soldi vecchi ) che verranno velocizzati e arriveranno entro l’anno alle imprese agricole, se ci si mette infine tutto il lavoro per sbloccare i 300 milioni di euro previsti per la parte pubblica delle spese della ricostruzione più l’intera partita dei lavori privati (soldi vecchi ma fermi da tre anni e 10 milioni sono stati sbloccati solo nel mese di aprile), ecco che si capisce che l’helycopter money che si è alzato da Perugia non è mica male.

Idea guida

Non ci crede nessuno ma guarda e riguarda questa è davvero una manovra non assistenzialistica, perfino innovativa. Una spruzzata di Keynes, e invece tanto primi due anni di Reagan (che potrà stare anche molto antipatico – a tanti tranne che all’assessore Fioroni – ma risultati in economia li ha ottenuti). La ricetta: più debito pubblico (come sta invocando a livello internazionale Mario Draghi in questi giorni) per stimolare la domanda e quindi far ripartire l’offerta. Detto come non si deve dire: se Tizio, cittadino normale, torna ad avere i soldi in tasca per comprarsi una pizza o un jeans o perfino uno scooter, pizzerie, negozi e aziende di abbigliamento, fabbriche meccaniche prendono ossigeno dai nuovi ordinativi e il più sano e democratico meccanismo dei consumi (delle imprese e del lavoro) riparte. Evviva.

Via col tutorial, i contributi a fondo perduto

Allora: se siete una piccola impresa, magari commerciale, un negozio, oppure producete questo o quello, e avete bisogno urgente di liquidità, la Regione Umbria mette a vostra disposizione un po’ di soldi, anche a fondo perduto.
Voi da subito contattate non la banca, ma Gepafin, la finanziaria regionale, presentate le credenziali e in tempi rapidi (promettono: rapidissimi) incassate i vostri 25mila euro. Le pratiche sono ridotte all’essenziale e potete mettervi in fila sapendo che la disponibilità, da subito, in questa prima tranche, è già di 18,5 milioni.
Tra due anni tornate da Gepafin, spiegate che il vostro negozio, la vostra piccola impresa non ha licenziato e ha fatto tutto quello che doveva per la sicurezza antiCovid dei lavoratori, e Gepafin per dirvi bravi vi comunica che dovete restituire solo 12.500 euro, la metà di quanto avete avuto, al tasso dello 0.50, in rate, nei successivi 4 anni (sei anni dal momento in cui avete ricevuto i 25mila euro).
Una parentesi qui va aperta qui per l’editoria locale. L’assessore Paola Agabiti ha annunciato interventi. Secondo gli inside raccolti da City journal, si tratterebbe di altri contributi a fondo perduto per 350-400 mila euro per il comparto.

Prosegue il tutorial: patrimonializzazione

Siete un’azienda che ha usato il capitale sociale e non ne ha a sufficienza per questi momenti tremendi? La vostra stella cometa sarà ancora Gepafin. Si fa a metà. Se è utile aumentare il vostro capitale di 250mila euro, la Regione ne metterà di suo 125mila, prendendo una quota che sarà comunque di minoranza. Con il vostro rinnovato capitale potrete anche andare in banca e chiedere altri fidi, con la garanzia del capitale sociale aumentato grazie al “compagno di strada” Regione.

Fine tutorial, il bridge digital

Qui Fioroni non stava nella pelle: il sogno di innovare radicalmente il mondo produttivo umbro non è a un passo ma almeno il primo passo è fatto. Un’azienda – mettiamo – del tessile che, visti le brutte parate di oggi col coronavirus in picchiata, ma capendo anche quale è il verso che prende il mercato, decide di fare uno show room virtuale sul suo sito web, va ancora da Gepafin e chiede 15 mila euro. Sono a fondo perduto. Per il ponte (bridge) delle aziende verso la terra promessa del digitale, la Regione ha messo come prima tranche 3 milioni di euro.
Per il turismo invece capitolo a parte: l’assessore Agabiti pensa ai voucher. Come? 100 euro per chi viene da fuori e sceglie di fare le vacanze in un agriturismo umbro potrebbe essere una linea guida. L’altra linea è il milione e mezzo per rilanciare il brand Umbria (“Umbria, bella e sicura”) che potrebbe sembrare un po’ prematuro come provvedimento ma almeno bisogna avere un piano pronto e già finanziato.
L’unica iniziativa che è nel solco dei tradizionali aiuti sono i soldi per l’aiuto agli affitti degli studenti dell’Università. La strategia comune col rettore funziona. E la speranza è che dia ben altri importanti frutti nel futuro.
Conclusione con un dubbio: visto che la presidente innova e ci prende anche un po’ di gusto a spiazzare i critici e gli oppositori, perché non lancia i Tesei bond e si mette in proprio, tenuto conto che il Governo invece di finanziamenti distribuisce task force?

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