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«Biscotti commissario Isuc? Scelta irragionevole e troppo onerosa»

22 Aprile 2020

Opposizioni sul piede di guerra. In Regione Bori, Bettarelli, Meloni, Paparelli e Porzi (Pd), Fora (Patto civico), De Luca (M5s) e Bianconi (Misto) annunciano interrogazione. In Comune a Perugia mozione urgente dei Gruppi del Centrosinistra

UMBRIA – I consiglieri regionali di minoranza – Bori, Bettarelli, Meloni, Paparelli e Porzi (Pd), Fora (Patto civico), De Luca (M5s) – annunciano un’interrogazione alla Giunta sul commissariamento dell’Isuc (Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea) e sulla nomina del relativo commissario, l’avvocato Valter Biscotti.

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Decisioni prese da palazzo Donini «nel pieno dell’emergenza Corovirus», fanno notare i consiglieri: «La presidente Tesei ha pensato bene che fosse straordinariamente urgente procedere al commissariamento dell’Isuc, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea. Non a ridefinire complessivamente il riordino degli enti regionali, priorità che avremmo condiviso, non a pensare al riordino e rilancio delle Agenzie economiche, straordinariamente importanti per la nostra comunità in questo momento, ma a nominare con repentina velocità un Commissario». E annunciando un’interrogazione al riguardo.

«Si è proceduto alla nomina – argomentano – senza minimamente coinvolgere il Consiglio regionale, né i soci dell’Istituto, con un atto di cui ci riserveremo di verificare la legittimità giuridica. Il commissariamento dell’Isuc in queste modalità, che prefigura una futura chiusura o ridimensionamento dell’ente, sganciato da un conoscibile ridisegno complessivo dell’Istituto e delle altre agenzie regionali è davvero fuori luogo e incomprensibile. Costituisce la negazione di tutta la sua storia, della storia dell’Umbria ed evidenzia il rifiuto del riconoscimento dell’autonomia della cultura, della ricerca e della didattica storica. Apprendiamo che il Commissario prescelto è l’avvocato Walter Biscotti, di cui non conosciamo le competenze e la cultura storica, ma che non sembra caratterizzarsi per il ruolo richiesto».

«In base al collegato al bilancio 2020 – proseguono – la Giunta poteva scegliere un commissario interno all’Ente, senza costi aggiuntivi. Ha invece scelto una nomina esterna, da poter pagare profumatamente con un compenso che la maggioranza ha voluto determinare fino al massimo del 70 per cento dello stipendio di un dirigente regionale. Si tratta di oltre 50mila euro all’anno, che saranno sottratte dallo scarno bilancio dell’Isuc, che attualmente ha in carico 7 borsisti precari che da anni lavorano con professionalità e competenza. Per pagare il lauto compenso all’avvocato Biscotti, la presidente Tesei manderà a casa borsisti precari con famiglie che vivono solo di questo lavoro?».

«L’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea – si legge nella premessa dell’atto ispettivo della minoranza- è ente pubblico dotato di autonomia statutaria, che ha lo scopo di approfondire e diffondere la conoscenza della storia dell’Umbria contemporanea. Nel corso di quasi 50 anni di attività si è caratterizzato ed affermato per la qualità delle sue ricerche, delle sue analisi, della divulgazione del patrimonio storico,  sociale ed identitario della nostra regione. Si tratta di un patrimonio culturale e di ricerca non solo da preservare ma anche da ulteriormente implementare. All’Isuc in tutti questi anni hanno lavorato e si sono formati centinaia di ricercatori, che hanno lavorato anche con poche risorse economiche, per promuovere, valorizzare e divulgare la memoria storica della comunità regionale. Per questo la legge regionale che istituisce l’Istituto lo colloca in capo al Consiglio regionale, per difenderne la libertà, il pluralismo di pensiero e l’autonomia da qualsiasi maggioranza politica in carica».

«Ci auguriamo – concludono i consiglieri di minoranza dell’Assemblea legislativa – che, presa dalle tante emergenze di questi giorni, la presidente Tesei abbia concesso una disattenzione di troppo a questa nomina e che intenda procedere alla revoca del commissariamento fino ad un ridisegno complessivo di questi enti ed agenzie che parta dal pieno coinvolgimento dell’Assemblea Legislativa Regionale, che definisca nuove norme regionali ed indirizzi strategici e anche la salvaguardia del personale precario e la piena valorizzazione di tutte le professionalità interne. Ma se proprio ritiene urgente il Commissariamento dell’Isuc, la presidente Tesei revochi la nomina dell’avvocato Biscotti ed individui il commissario in una figura interna all’amministrazione regionale procedendo rapidamente con un disegno di legge regionale di riforma di tutto il sistema dell’Istituto e di tutte le agenzie regionali, affinché l’Assemblea Legislativa, nelle sue commissioni, possa approfondire e dibattere sulle scelte strategiche che la Giunta vorrà adottare».

In Comune, a Perugia, mozione urgente delle opposizioni di Centrosinistra

E anche in Comune le opposizioni, questa volta di Centrosinistra – Partito democratico, Idee persone Perugia e Retet civica Giubilei – questa mattina hanno presentato una mozione al riguardo. Di seguito, il comunicato a firma congiunta diffuso poche ore dopo la deposizione dell’atto.

L’Isuc è un istituto di ricerca storico che persegue lo scopo di approfondire e diffondere la conoscenza della storia dell’Umbria contemporanea, e rappresenta ad oggi una delle istituzioni culturali più importanti di tutta l’Umbria. Costituisce un indiscutibile punto di riferimento per gli studiosi e per le scuole, che possono attingere al suo grande patrimonio archivistico, di studi, ricerche, pubblicazioni.

La sua forza e la sua autorevolezza risiedono anche nel fatto di aver sempre operato in piena autonomia dalla politica, che, a sua volta, ha lasciato lavorare l’Istituto in totale libertà e indipendenza, gettando un faro di conoscenza ed approfondimento sugli ultimi accadimenti storici nella nostra regione. È notizia di pochi giorni fa che l’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea è stato commissariato.

Il provvedimento è stato preso dalla Giunta regionale Tesei in virtù dell’imminente scadenza degli organi di governo dell’Isuc, e alla luce del percorso di riorganizzazione e razionalizzazione del sistema degli enti regionali, come stabilito dall’attuale legge di bilancio della Regione Umbria. L’improvviso commissariamento dell’Istituto fa il paio con la scadenza contrattuale dei sette collaboratori, avvenuta il 30 novembre 2019, i quali, nonostante l’incertezza sul piano occupazionale, hanno continuato il loro prezioso supporto alle iniziative legate all’attività didattica formativa e di ricerca, malgrado i loro contratti siano scaduti ormai da cinque mesi, per continuare le ricerche previste dal programma di attività.

L’autonomia dell’Istituto stride ed è messa in crisi dallo stesso concetto di commissariamento, che può essere applicato ad un ente strumentale, non certo ad un istituto di ricerca storico la cui finalità è approfondire e diffondere la conoscenza della storia recente della propria terra. Con questa mozione quindi, che verrà sottoposta nella prossima seduta di Consiglio all’attenzione di tutti i consiglieri comunali, con i quali si auspica una convergenza sul tema, si invita la Regione Umbria a tutelare il grande patrimonio storico e identitario costituito dall’Isuc, nonchè a farsi carico del problema occupazionale che lo investe, provvedendo a stabilizzarne i sette ricercatori, o comunque dando loro la giusta tutela, i cui contratti sono scaduti a novembre 2019 senza essere rinnovati, ma anche infine a richiedere che venga convocata urgentemente l’assemblea dei soci sul tema del commissariamento, essendo il Comune di Perugia, insieme ad altri, socio istituzionale dell’Istituto.

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