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Via alla Cassa integrazione per tutti: in Umbria pronti 50 milioni, ma il Governo ne deve mettere altri 30

26 Marzo 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Secondo indiscrezioni, fondi già ripartiti, si attende a ore la circolare Inps. Poi subito le domande – solo attraverso i consulenti del lavoro – che saranno vagliate i primi di aprile. Si parte dal 23 febbraio. Tesei ancora in pressing, stavolta per l’editoria locale

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’altro fronte della lotta al coronavirus, quello economico. Da Roma rullano i tam tam. Starebbe per arrivare nelle Regioni, in queste ore, il documento con il riparto definitivo dei fondi per la Cassa integrazione (Cig). Un passaggio fondamentale per tante imprese nei morsi della crisi.

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Se non si confonde il suono dei tam tam, i fondi che spettano all’Umbria finora potrebbero essere considerati magri, sicuramente da integrare. Al momento sarebbero stati resi disponibili non più di 30 milioni, che, in aggiunta ai 20 e spiccioli che ci mette di suo la Regione, arriverebbero a 50. Secondo le esigenze monitorate dagli assessorati competenti sarebbero invece necessari non meno di 80 milioni. Questo significa che il Governo dovrà mettere mano al portafoglio e trovare rapidamente altri 30 milioni che al momento ancora mancano. La presidente Tesei è già però in pressing per ottenere maggiori risorse, come sta praticamente facendo ininterrottamente, su tutti i fronti della crisi, spiegando con grande fatica che l’Umbria sarà piccola ma è strategica per il sistema Paese. Una volta giunto in Umbria, e nelle altre regioni, il documento finale con il riparto dei fondi – dicono dai palazzi romani – si tratta di attendere solo qualche ora in più per la apposita circolare attuativa dell’Inps.

A questo punto – se le indiscrezioni sono confermate, come gli operatori economici si augurano – restano solo i tempi tecnici: se la Regione Umbria mantiene un livello alto di efficienza, come sta mostrando in diversi frangenti di questa crisi, già da lunedì potrebbero partire i test per il software che verrà utilizzato per le domande. Da quel che si sapeva prima della svolta operativa di queste ore, l’Umbria era intenzionata a far transitare le domande solo ed esclusivamente dai consulenti del lavoro e questo criterio dovrebbe essere di sicuro mantenuto.

Che cosa prevede poi l’iter? Se non si parte il primo aprile, al massimo il 2, o il 3 al più, si inizieranno a prendere in esame le richieste, con effetto retroattivo al 23 febbraio. In Umbria la Cig sarà preventiva (un risultato di cui la Regione va fiera) per venire incontro alle esigenze di operatività delle imprese e di certezze dei lavoratori.

Una postilla: la presidente Tesei è stata la prima firmataria di due proposte in merito alla stesura finale del decreto economico del Governo. Una è stata subito accettata: sono stati inseriti nel novero dei beneficiari della Cig anche i lavoratori agricoli a tempo determinato. Una invece entra a far parte della proposta di emendamento al decreto da parte di tutte le Regioni e che dovrebbe essere inserita nei prossimi passaggi istituzionali: cassa integrazione anche per i giornalisti e fondi per dare liquidità all’editoria cartacea e on line, con riferimento specifico a quella locale.

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