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Stasera in tv c’è Assassinio sull’Orient Express: meglio l’originale?

18 Marzo 2020

VISTI (DA CASA) DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Cast d’eccezione, da Kenneth Branagh (anche alla regia) a Johnny Depp. Ma a chi manca il Poirot di Lumet?

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Se tra un telegiornale e un reportage sul decorso del nuovo coronavirus nel mondo, il palinsesto inserisce anche qualche buon prodotto cinematografico, invitiamo assolutamente ad approfittarne… a cominciare da stasera con il remake di Assassinio sull’Orient Express, best seller di Agatha Christie, prodotto da Ridley Scott e diretto da Kenneth Branagh, in onda su Rai Uno alle 21,25.

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Il film esce nel 2017 e vanta un cast d’eccezione a cominciare dallo stesso Branagh nei panni dell’ispettore Hercule Poirot, contando poi sulla presenza di Willem Dafoe, Penelope Cruz e ancora Johnny Depp, Michelle Pfeiffer. È la seconda trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo, la prima nel 1974 diretta da Sidney Lumet, motivo per cui per molti nemmeno varrebbe la pena dargli una chance, ma noi non ci sentiamo di essere così drastici. E in effetti il film non delude e lo stesso Branagh, che decide quindi di rivestirsi del ruolo del protagonista, con abile maestria riesce a tenere costante l’attenzione dello spettatore con lunghi monologhi in cui, in modo quasi viscerale, tenta di ricostruire la dinamica dell’omicidio. È certamente tutta una questione di abilità attoriale.

Poirot è infatti atteso urgentemente a Londra e ottiene una sistemazione in una delle cabine dell’Orient Express sul quale, durante la notte, si verifica un omicidio. Trattandosi di pane quotidiano per l’ispettore, Poirot si prodigherà per risolvere il caso, concludendo ciò che nemmeno lui stesso si sarebbe mai aspettato. Nonostante sia lecito disquisire sulla riuscita, sulla bellezza o meno della versione diretta da Branagh rispetto al parere dei nostalgici pro Lumet, vi assicuriamo che un giallo – se è un buon giallo sotto il punto di vista interpretativo e fotografico – è sempre piacevole da guardare. Pure che uno conosca già il finale (non è detta comunque che tutti abbiano visto il film, tantomeno che abbiano visto quello del 1974), la suspense rimane tale da poter catturare anche l’attenzione dei più distratti. E anche il cast, in questa circostanza, aiuta molto.

La fotografia è ottimamente curata (il film è girato in pellicola Ultra Panavision 70mm) coadiuvata dalle scenografie di Jim Clay che ricrea uno sfondo anni ’30 caratterizzato da note di Art Déco. Anche la critica ha accolto il film in maniera prevalentemente positiva, i pareri sono stati vari e discordanti ma comunque da pollice in su.

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