Advertisement

Provincia Perugia: c’è chi denuncia «inaccettabile il blocco istituzionale imposto dal presidente Bacchetta»

5 Marzo 2020

Consiglieri provinciali di Centro destra: «Coronavirus non può diventare motivo di sospensione dell’attività democratica»

PERUGIA – Il Coronavirus non può diventare motivo di sospensione dell’attività democratica e amministrativa di un ente previsto dalla Costituzione. Eppure il Presidente della Provincia, Luciano Bacchetta, nel pomeriggio di mercoledì 4 marzo, senza consultare nessuno, quanto meno i capigruppo di tutte le componenti del consiglio, ha stabilito motu proprio che Consiglio provinciale e Commissioni dovessero considerarsi sospesi fino a nuovo ordine.

Advertisement

A giustificazione di un atto tanto grave l’emergenza Coronavirus e il fatto che alcuni Consiglieri provinciali sono anche Sindaci – invero solo 4 su 13 membri del consiglio – e quindi troppo impegnati dalle nuove disposizioni prefettizie. Il Presidente può legittimamente decidere per l’organo che lui presiede, il Consiglio provinciale, ma non certo per le Commissioni che tra l’altro hanno del lavoro da smaltire per le reiterate assenze, anche in tempi non sospetti, dei Commissari di maggioranza.

La Commissione Statuto e Regolamenti si svolgerà normalmente domani, venerdì 6 marzo, con il numero legale di tre garantito dai Commissari di opposizione tra cui, giova ricordarlo, il sindaco di Cannara che intende onorare il mandato ricevuto. Fare il Consigliere provinciale non è obbligatorio e i sindaci, se non riescono a conciliare gli impegni, possono tranquillamente dimettersi. Diffidiamo infine qualsiasi organo politico o burocratico ad impedire il democratico svolgimento della Commissione non essendoci alcuna disposizione governativa che stabilisce qualsivoglia stop alla vita istituzionale.

Advertisement