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Il vero nemico è il Coronavirus

22 Marzo 2020

La riflessione di una dirigente scolastica umbra in pensione su «questi strani giorni» in cui «nella nostra mente c’è spazio per tutto, ma non per la capacità di dare ordine alle idee, mentre si alternano paura e speranza…»

di Giulia Cimino*

UMBRIA – In questi strani giorni, nella nostra povera mente, c’è spazio per tutto, ma non per la capacità di dare ordine alle idee, mentre si alternano paura e speranza. Intanto si consuma estenuante l’attesa di un tempo che sia nuovamente nostro, che non sia invaso, dominato, distrutto. Dobbiamo continuare a pensare con la nostra testa, non possiamo farci dominare dalle aggressioni esterne, dalla paura, dalla previsione della sofferenza se non della catastrofe.

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Prevale e mi salva, o forse mi ostacola, la mia natura di persona abituata al rispetto delle regole, così probabilmente sono più tranquilla di tanti altri, mentre continuo a rispettare tutti i miei rituali, compreso quello di avere cura di me, della mia casa, delle persone che amo, specie se abituate alla mia presenza e alla mia dedizione. Loro rappresentano il costante impegno a non cedere, sono la mia forza e la mia debolezza perché ho più paura per loro che per me.

In questi strani giorni, nella nostra povera mente c’è spazio per tutto, così quando siamo in casa ci manca tutto il resto del mondo e quando ce ne allontaniamo il resto del mondo ci fa paura. Per questo, nei necessari, rapidi incontri, saluto a gran voce quelli che conosco e quelli che non conosco, ora fanno tutti comunque parte del mio mondo, condividiamo un dramma. Per questo mi mostro calma e ci scherzo anche un po’, ancora non c’è spazio per la rassegnazione, se ci sarò ancora la vivrò con quelli ci saranno ancora, ora dobbiamo dare spazio alla solidarietà, dobbiamo farlo, se non lo facciamo la conta dei danni sarà molto più alta.

In questi strani giorni, nella nostra povera mente c’è spazio per tutto, così cerco di non indulgere alla pigrizia e di mantenermi in costante attività perché il mio corpo deve sostenermi piuttosto che mandarmi segnali di malessere e leggo molto più di prima perché la mia mente possa, in alcuni momenti, viaggiare lontana ed attingere forza dal mondo dello spirito.

Aristotele ci ha insegnato che anche le nostre qualità etiche devono essere tenute in esercizio altrimenti si atrofizzano, non si nasce virtuosi, le virtù si acquisiscono e vanno esercitate, e Socrate prima di lui ci ha spiegato che le virtù sono ricerca e scienza, che per fare il bene bisogna conoscerlo e che, pertanto, non c’è virtù senza conoscenza, che infine, il pericolo maggiore è rappresentato dalle false certezze.

In questi strani giorni, nella nostra povera mente c’è spazio per tutto, così mi accade di pensare che nessuno di noi può compiere scelte arbitrarie, ricavandosi spazi di libertà individuale seguendo la radicata convinzione che le proprie scelte non sono contrattabili perché personali. Dobbiamo tutti fare i conti con una prospettiva diversa, nessuno si può più permettere di pensare al singolare, è un’esperienza difficile, ma non impossibile.

In proposito non posso che provare grande apprezzamento per coloro che si trovano addirittura a doversi adoperare per gli altri, piuttosto che limitarsi a non rappresentare un veicolo di danno e, quindi, come me, ad accettare i limiti imposti dalla situazione. Ringrazio coloro che non hanno potuto lasciare le proprie attività e che più di prima si trovano impegnati a garantire beni e sevizi, a volte con pochissime garanzie di salvaguardia. Penso a tutto il personale sanitario, a coloro che garantiscono il funzionamento di esercizi che non potevano essere chiusi, agli amministratori di servizi pubblici… Esprimo solidarietà anche per coloro che devono esercitare il potere politico di compiere scelte a beneficio e salvaguardia dell’interesse comune.

In questi strani giorni, nella nostra povera mente c’è spazio per tutto e per alcune scelte operate per il bene comune sono veramente perplessa, Kant ci ha insegnato che l’uomo è sempre e comunque fine non mezzo, questo principio dovrebbe ispirare costantemente le scelte politiche, perciò mi chiedo di quale uomo stiamo parlando…quale sarà “l’uomo” dopo tutto questo e penso con dolore ai bambini, per i quali avrei voglia di scrivere a lungo…

In questi strani giorni accade anche di cogliere sguardi tutt’altro che cordiali, sguardi indagatori, tutti sospettano e temono tutti, sospetto alimentato anche dall’atteggiamento impositivo e minaccioso scelto da alcuni per far sì che “le regole vengano rispettate”. Privare di tutto, anche di una passeggiata in luogo appartato, anche i bambini, in nome della loro tutela, non di rado per assecondare richieste delatorie di persone probabilmente spaventate, ma certamente anche desiderose di imporre il proprio personale punto di vista a tutti. Allestire ovunque una sorta di stato di polizia, emanare nuovi giornalieri divieti che, tra l’altro sono indicativi dell’incapacità di fare rispettare i precedenti, utilizzare una costante comunicazione di paura… sono scelte giuste? Non lo so, sono contenta di non doverne fare. Forse è impossibile fare diversamente.

Platone ci ha insegnato che il bene deve essere il fine di ogni azione umana e sono certa che in questo momento questi comportamenti sono dettati dalla volontà di agire per il bene di tutti. Però si dovrebbe anche applicare un po’ di cautela, perché i danni provocati da comportamenti ingiustificati o da modalità comunicative che avvalorano la convinzione che gli strumenti di controllo possibili non possono essere democratici saranno difficili da curare, forse più della pandemia.

*Dirigente scolastica in pensione
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