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Covid-19, tutto pronto: rinvio (e poi rateizzazione) per bollo auto e conferimento rifiuti in discarica

30 Marzo 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Pronti i provvedimenti della Giunta regionale dell’Umbria. Ma grande attesa per la conferenza delle Regioni di martedì: si chiede un cambio di passo sulle iniziative anticrisi del Governo dopo le polemiche sui 400 milioni per i più poveri

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’emergenza economia: la Regione Umbria farà scattare in queste ore lo slittamento e quindi la rateizzazione della tassa sul conferimento dei rifiuti in discarica e il bollo auto. Mentre aspetta martedì, data fissata della conferenza delle Regioni, per far partire il pressing su altri provvedimenti proposti al Governo, cercando di farne rientrare il maggior numero possibile nel primo decreto di aprile, per il quale si attende almeno uno stanziamento di 30 miliardi, anche se le esigenze fin da ora sono almeno di 50.

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Uno degli emendamenti sui quali l’Umbria sta spingendo è quello sull’attivazione di un fondo per l’editoria regionale, cartacea, on line, televisiva, con la relativa cassa integrazione per i giornalisti. Ma si sta insistendo anche per tenere aperte le finestre su altre attività che sono difficili da inquadrare. Servono però chiarimenti, insieme a nuovi stanziamenti. Resta molto critico il giudizio delle Regioni sul fatto che non c’è un vero e proprio paracadute per gli enti locali al fine di compensare le mancate entrate per il rinvio di tasse locali. Molto critiche, soprattutto le amministrazioni di centrodestra, anche per la copertura flat sui lavoratori autonomi: i 600 euro continuano ad essere considerati del tutto insufficienti

In questo quadro politico si inserisce anche lo scontro sui 400 milioni che vengono messi a disposizione dei Comuni per far fronte alle esigenze dei cittadini più poveri, da trasformare in buoni pasto per venire incontro alle esigenze primarie della gente. I sindaci leghisti sostengono che si tratta di una sorta di partita di giro. Non ci sono finanziamenti in realtà nuovi. Ma comunque le risorse sono insufficienti. Nessuno, tra i sindaci di diverso orientamento politico, ritiene sufficienti gli stanziamenti ma apprezza che si sia iniziato subito e in modo determinato. Il provvedimento è comunque atteso alla prova in queste ore, con grandi timori da parte di molti.

Finora si è combattuto di fioretto e si continuerà sostanzialmente a farlo anche nelle prossime ore. Ma l’emergenza economica – è opinione comune delle categoria produttive – deve essere affrontata con una mole di finanziamenti e di investimenti come non si è mai vista. Oppure si finirà per perdere identità e capacità produttiva. Non una semplice decrescita, ma un precipizio, un cambiamento dei modi di vivere.

La ricetta Draghi, contro il rischio che dalla crisi si passi a una cupa depressione, è il punto di riferimento delle imprese. Le cifre finora messe in campo dall’Italia sono lontanissime da quelle di altri Paesi. Al momento si aspetta l’Europa. Poi bisognerà agire come non è stato fatto mai in passato. Con o senza Europa. E questa è la questione che si candida a diventare la più angosciante man mano che si inizia a diradare qualche nube sul fronte sanitario.

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