Advertisement

Coronavirus, opposizioni a Tesei: «Pronti a collaborare per il bene dell’Umbria»

5 Marzo 2020

I capigruppo di minoranza: «Ora però misure urgenti su personale sanitario, terapie intensive e posti in rianimazione»

UMBRIA – I capigruppo regionali di opposizione Bori (Pd), De Luca (Movimento 5 Stelle), Fora (Patto civico per l’Umbria), Bianconi (Gruppo misto) e Fabio Paparelli (portavoce dell’opposizione), in una lettera inviata alla presidente Tesei e al presidente Squarta ribadiscono la «piena disponibilità a collaborare per il bene dell’Umbria» e si dicono convinti che «questa fase così delicata per tutti noi necessita del massimo sforzo e della massima unità delle forze politiche ed istituzionali per fronteggiare al meglio questa emergenza sanitaria».

Advertisement

Chiariscono però i capigruppo: «Auspichiamo altresì che si possa seguire anche in Umbria il modello già adottato a livello nazionale e, conseguentemente, venga convocato un tavolo di crisi unitario, in cui il governo regionale, possa aprirsi al confronto e al contributo delle forze maggioranza e di opposizione presenti in Assemblea legislativa, oltre che ai rappresentanti del mondo dell’impresa e dei sindacati, perché l’emergenza sanitaria si sta velocemente trasformando anche in una crisi economica».

«Ribadiamo che ci sono provvedimenti urgenti – sottolineano – che potrebbero rappresentare un primo segnale di grande attenzione rivolto al sistema sanitario regionale: si proceda celermente e senza indugi con le stabilizzazioni del personale precario e le nuove assunzioni che andrebbero a dare una risposta concreta e tempestiva alla carenza di personale medico, molto sentita da tutti in questa fase. Occorre poi rafforzare e potenziare l’assistenza in terapia intensiva come pure quella di pneumologia e malattie infettive, aumentando il numero dei posti letto e rimodulandoli nella rete delle strutture ospedaliere umbre. Anche destinando un unico polo ospedaliero all’accoglienza dei casi più gravi».

«Altri provvedimenti – concludono gli esponenti di minoranza -, come quelli pensati in favore delle imprese, necessitano di percorsi lineari, definiti e quanto più ampiamente condivisi, perché è troppo alta la posta in gioco e non è ammesso sbagliare».


Advertisement